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Lo sviluppo di Resident Evil VII non è stato così semplice
Il gioco Resident Evil VII PC, PlayStation 4, Xbox OneUscito il 24 Gen 2017 9−
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A quasi 10 anni dall’arrivo sul mercato di Resident Evil VII, l’ex manager di Capcom, Miguel Corti, ha rilasciato su Bluesky degli interessanti aneddoti sul titolo che ha rilanciato, soprattutto a livello di critica, la saga di Resident Evil, proponendosi praticamente come un reboot della famosa saga horror, dopo alcuni capitoli sottotono.

In realtà, le cose non sono andate così bene come possano sembrare. Inizialmente in realtà il gioco non doveva avere la funzione di reboot: stando alle parole di Corti, pare che ci fossero delle discussioni su come Resident Evil VII dovesse essere collegato ancor di più alla Umbrella e al solito Leon Kennedy, con le comparse di alcuni storici personaggi.

Infatti i piani alti di Capcom, si ritenevano soddisfatti dal successo commerciale di Resident Evil 6 (nonostante le mediocri reazioni della critica e degli appassionati) e volevano continuare su quello stile. C’era quindi un dubbio su quale fosse la strada giusta da percorrere, ma fortunatamente è stata scelta quella giusta.

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La famiglia Baker, simbolo di Resident Evil VII

La riorganizzazione che ha cambiato il futuro di Resident Evil VII

Capcom, in preda alla totale confusione, avrebbe effettuato una totale riorganizzazione dello studio, assumendo anche un director e uno scrittore, portando inoltre alla decisione di sviluppare un videogioco in prima persona e dai toni più survival horror, facendoci arrivare dunque allo splendido Resident Evil VII che tutti conosciamo.

Anche narrativamente ci furono diverse idee per lo sviluppo del gioco, e forse è proprio per questo che il gioco non è proprio coeso come scrittura (secondo Corti) ma pare che una delle ispirazioni principali fosse il capolavoro di Naughty Dog: The Last of Us, in particolar modo per quando riguarda la dinamica tra Ethan e Mia.

Il problema però, stando a quando dice Corti, è che i giocatori non potessero avere nessun legame affettivo con Mia e quindi rinunciando alla componente affettiva verso il suo personaggio. Inoltre dopo il rilascio del gioco, Capcom non era molto contenta delle vendite, ma fortunatamente con gli anni a venire le cose sono notevolmente cambiate.

Fortunatamente, nonostante uno sviluppo travagliato, Resident Evil VII è stato uno spartiacque per la saga, risultando essere un successo da tutti i punti di vista, in un percorso che ci ha portato fino allo splendido Resident Evil Requiem e l’imminente Resident Evil Veronica in arrivo nel corso del 2027.

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