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In un mese di ottobre destinato a partire a mille per tutto il medium videoludico, fa capolino Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen. La grande espansione narrativa, e non solo, dell’ambizioso action/GDR di Capcom, che ha saputo ancora una volta stupire la platea con il suo stile unico, arriva sul mercato in un momento molto particolare. Per diversi aspetti.
In primo luogo, arriva in un momento estremamente complesso in termini di uscite. Il mese di settembre, e ormai lo sappiamo, è stato forse uno dei più ricchi e variegati degli ultimi anni, tanto da mettere realmente alla prova la mente, la vita sociale e le tasche di tantissimi appassionati, e ottobre sembra essere destinato a seguire un po’ la stessa scia.
In secondo luogo, Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen arriva in un momento quasi idilliaco per Capcom, che sembra non sbagliare più un colpo. Ragion per cui, l’opera di Itsuno assorbe una carica di aspettative per forza di cose ancora più massiccia. Per finire, Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen è chiamato a gettare le basi per il futuro della serie e a perfezionare un sistema generale appassionante, ma non perfetto.
La domanda che tutti vi starete ponendo, a questo punto, è: ce l’avrà fatta? La risposta, come sempre, è nel mezzo. Dragon’s Dogma 2 rimane in quel meraviglioso limbo da cui è pervasa la serie sin dai suoi primi battiti, ma anche per questo motivo si conferma uno dei titoli più interessanti del panorama. Ma, attenzione: i suoi tratti peculiari sono ancora più marcati, e questo potrebbe essere tanto un bene quanto un male. Arisen avvisato…

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Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen: un mistero da svelare
La nuova avventura dell’Arisen, di “ritorno” dalle grandi sfide del titolo originale, porta in scena un intreccio politico-sociale non esattamente originale, ma che funziona. Va detto che l’esperienza narrativa di Dragon’s Dogma 2 è in realtà molto semplice, sebbene non manchi di momenti epici e non lesini sui colpi di scena e sul valore storico della nuova regione esplorabile.
Il viaggio dell’Arisen nella gelida regione di Norgan non è un salto nel vuoto. Anzi. Il collante di tutto è infatti un evento senza precedenti, un mistero oscuro e minaccioso, la cui identità è destinata ad assumere connotati via via più precisi con il passare delle ore. A Norgan, infatti, è apparso un altro Arisen e, stavolta, non sembra esserci alcun malinteso.
Questo, ovviamente, rende necessario fare luce, indagare, comprendere. Non sempre tutto funziona a dovere e, come detto poco prima, non ci si trova davanti a una scrittura del tutto originale, ma il risultato finale riesce comunque a risultare sufficientemente valido da spingere il giocatore a raggiungere i titoli di coda, soprattutto considerando la natura degli avversari da affrontare sul cammino.

Livello di sfida brutale e stimolante
Uno degli aspetti più problematici e discussi della versione “originale” di Dragon’s Dogma 2 è stato, sicuramente, il gameplay e, sopratutto, il sistema di combattimento.
Se da un lato è innegabile quanto sia incredibilmente appagante, stimolante e ben realizzato, dall’altro non si può negare la presenza asfissiante di uno sbilanciamento generale evidente, sia sul piano della progressione sia, soprattutto, su quello del livello di sfida.
Con l’arrivo di Dark Arisen, questo concetto si estende e si amplia ancora, grazie a una proposta contenutistica che vuole spingere il giocatore al massimo sforzo sin da subito. La nuova regione di Norgan è, infatti, un vero e proprio tripudio di sangue e dolore.
Viene fatto presente al giocatore che il contenuto è chiaramente pensato per una fase avanzata della storia, anche se, come accadeva già per il primo Dragon’s Dogma, è possibile accedere ai suoi contenuti anche con una nuova partita.
In quel caso, però, sarebbe un mezzo suicidio. Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen e il suo nuovo continente mettono sul piatto un livello di sfida brutale e minaccioso, e bastano pochi minuti sul suo suolo innevato per comprenderne i tratti più evidenti.

A caccia tra i ghiacci
Come per il gioco base, la difficoltà è fortemente legata anche alla numerosità dei nemici e alla loro capacità di coalizzarsi e sfruttare le debolezze dell’Arisen e dei suoi alleati, ma qui sembra raggiungere livelli mai visti finora, degni del Nerabisso del primo capitolo.
Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen sa essere stimolante e appassionante e offre alcune delle battaglie più belle e spettacolari della serie, ma bisogna entrare nell’ottica che nulla è lasciato al caso e che bisogna arrivare decisamente preparati alla nuova sfida. A tal proposito, ho apprezzato tantissimo la gestione delle boss fight.
Spietate e brutali, le boss fight, specialmente quelle “principali”, si sono rivelate quasi sempre ben congegnate e strutturate, caratterizzate dalla solita presenza di “enigmi” e gimmick da sfruttare per provare ad abbassarne il livello di difficoltà.
In generale, però, vale il discorso fatto in precedenza: bisogna arrivare preparati alla sfida, altrimenti si rischia di finire schiacciati dal peso di una difficoltà molto elevata, soprattutto nelle prime ore.

Level design, esplorazione e segreti: una nuova regione corposa e ricca di possibilità
Proprio a proposito di difficoltà, il modo migliore per prepararsi alle numerose sfide che l’espansione ha preparato per i giocatori è sicuramente il farming. Da buon GDR, con un sistema di loot molto generoso, Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen mette parecchio l’accento su questo segmento della struttura di gioco, con buonissimi risultati.
La nuova area di gioco, in primis, è molto generosa in termini di level design, ma soprattutto nasconde un bel numero di segreti da scoprire e nuovi oggetti del vestiario da trovare, con alcuni pezzi pregiati da non sottovalutare.
La principale novità, però, è rappresentata dall’introduzione di un personaggio molto peculiare: l’anziana Jiera. Questo particolare NPC, oltre a offrire una maggiore conoscenza del mondo di gioco, svolge una funzione cruciale: valutare gli oggetti trovati lungo la strada e renderli disponibili per il giocatore.
Sconfiggendo i nuovi nemici che pullulano nella regione, molto affascinanti anche a livello concettuale e artistico, è possibile infatti raccogliere pezzi di equipaggiamento, siano essi armi o parti dell’armatura, la cui identità è però avvolta nel mistero.

Recandosi da Jiera è possibile, al costo di alcuni PC, valutare gli oggetti e comprenderne l’identità. Spesso e volentieri, soprattutto all’inizio, si tratta di oggetti con un potenziale enorme, utili proprio per cercare di appiattire un po’ il forte livello di sfida che caratterizza l’espansione, soprattutto nelle fasi iniziali. Ciò, ovviamente, rende la dinamica del loot anche più incerta e, di conseguenza, più stimolante.
Per fortuna, in tal senso, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra nemici, bauli segreti e ricompense speciali legate alla risoluzione di enigmi e sfide accessorie, è possibile mettere da parte un bel po’ di nuovi oggetti da valutare e sfruttare al meglio. Norgan, infatti, seppur a dire il vero risulti molto contenuta in termini di estensione, è una piccola matrioska di attività.
Dedicandosi all’esplorazione è sempre possibile trovare qualcosa da fare: tra obelischi magici da scoprire, fuochi votivi da recuperare e donare in cambio di nuove abilità e potenziamenti, nonché un loot system che la fa da padrone dal primo all’ultimo minuto, sicuramente non vi annoierete mai, a patto di mettervi l’anima in pace sul fatto che sarete continuamente bersagliati e che il game over è sempre dietro l’angolo.

Un mondo ostile e minaccioso
A rendere l’esplorazione ancor più avvincente ci pensa l’ottimo level design della nuova area di gioco. Norgan nasconde tante grotte, passaggi segreti e bauli celati in luoghi impensabili e, per questo, risulta doveroso lasciarsi trasportare dalla voglia di vedere ed esplorare.
Tutto questo tenendo a mente che Norgan introduce anche la dinamica delle bufere di neve, che rendono, in certi casi, l’esplorazione e la progressione dannatamente più difficili. Questi eventi, però, non sono del tutto casuali e questo aspetto sporca un po’ il livello di sfida offerto da una meccanica molto interessante. Devo ammettere, però, che le sezioni immerse nei vortici innevati hanno un sapore decisamente diverso.
Per chiudere il discorso sull’esplorazione e sulla voglia di lasciarsi trasportare dalla voracità di un mondo ostile e minaccioso, ma anche in grado di premiare l’ardore, mi ha invece un po’ deluso il peso dato a un’altra delle novità annunciate: il rampino. Per quanto utilissimo in alcune sezioni, il rampino risulta troppo “scriptato” e destinato a zone ben precise e scelte dal gioco, contrassegnate in maniera inequivocabile.
Non mi aspettavo di certo di poter replicare le gesta di Spider-Man, ma avrei gradito un minimo di libertà in più.

Ottimizzazione tecnica: un buonissimo lavoro su PC
La versione originale di Dragon’s Dogma 2 aveva creato un bel po’ di malumori sotto il profilo tecnico. Soprattutto la versione PC, nettamente più della controparte console, aveva qualche problema di troppo, tanto da costringere la software house a metterci mano diverse volte per rendere il tutto più fruibile e godibile.
Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen, invece, arriva sul mercato in condizioni smaglianti. Forte di una conoscenza ormai totale di un RE Engine sempre più “pulito”, anche su PC, il gioco si mostra in splendida forma sul piano audiovisivo e offre vastissime possibilità di personalizzazione.
Smanettando con le impostazioni e, soprattutto, tenendo bene a mente le possibilità della vostra configurazione, potete andare a ritoccare qualunque cosa, creando un’esperienza di gioco libera e sempre gratificante. Grazie alla mia configurazione, ho potuto settare tutto al massimo e, con il supporto alle tecnologie NVIDIA più recenti, la resa complessiva si è rivelata di primissimo livello.
Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen, infatti, è tanto bello quanto ben ottimizzato. In Quad HD, con tutto settato su Ultra e il ray tracing attivo, ho mantenuto una media superiore ai 150 fps, con cali molto sporadici e localizzati, il che mi ha permesso di vivere un’esperienza di gioco ancor più gradevole e immersiva.
Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen è una buonissima aggiunta al titolo base, seppur senza particolari colpi di genio. La formula ludica rimane fondamentalmente quella, con un aumento esponenziale della difficoltà, specialmente nelle prime ore. Questo è un ottimo modo per scoprire un mondo ricco di segreti, pericoli e ricompense da accumulare, fondamentali anche per svelare il mistero che si cela dietro la venuta del “nuovo” Arisen.
Insomma: se avete amato il gioco base, questo DLC saprà divertirvi, per quanto la curva di sfida così brutale possa essere un trauma, soprattutto all’inizio. Ciò che ne consegue è un viaggio interessante, mai clamoroso o memorabile, ma che, comunque, accompagna il giocatore verso una nuova avventura, da vivere assolutamente se avete già passato centinaia di ore in compagnia dell’Arisen.
Le cronache del ghiaccio e dell'Arisen!
- Tanti nuovi pezzi di equipaggiamento da sbloccare
- Divertente e appagante come e quanto prima
- Ottimo lavoro di ottimizzazione su PC
- Nuova regione ricca di segreti e sfide...
- ...ma forse troppo limitata
- Livello di sfida sbilanciatissimo, soprattutto nella fase iniziale
- Manca quella scintilla narrativa della storia "base"


