In questo articolo
  1. Nella lotteria, il tuo nome è stato scritto. GRAZIE PER IL TUO SACRIFICO
  2. Quando la grandezza del mondo di gioco non conta
  3. Credo nel cuore delle carte

Quando in redazione è stata avanzata la richiesta di coprire la recensione di un horror psicologico metroidbrania che esce dai classici schemi per offrire un’esperienza diversa da quello che il panorama odierno prospetta, non me lo sono fatto dire due volte. Soprattutto alla luce delle buonissime impressioni avute dal provato della Gamescom. 

Chi mi conosce sa bene che il genere horror è quello che mi da più soddisfazione, sia per il brivido e il senso di paura che innescano in me flussi di dopamina fuori scala, sia, soprattutto, perché è il genere videoludico che meglio si presta nell’affrontare tematiche complesse e contorte, grazie alla dialettica di fondo contornata da raffigurazioni e metafore che difficilmente in un videogioco “classico” o da qualsiasi altro medium possono essere riproposte.

Dreadline Express, infatti, si prefigura di fare tutto questo. Creare un’esperienza matura e profonda in un contesto oscuro e criptico, nel quale spesso è difficile poter dare un giudizio di valore su cosa è giusto o sbagliato, su chi ha ragione o torto e soprattutto domandarsi quando il fine giustifica i mezzi.

Tuttavia, per approfondire questa nuova esperienza firmata da David Konecny, continuate nella lettura e salite nel macabro treno guidato dal Supremo Ingegnere, direzione sconosciuta.

Nella lotteria, il tuo nome è stato scritto. GRAZIE PER IL TUO SACRIFICO

L'inizio dell'esperienza
Tante domande e poche risposte

Cosi, con una lettera indirizzata a nostro nome, incomincia l’esperienza di Dreadline Express: risvegliati in un vagone di un treno, non ricordiamo ne chi siamo ne perché siamo li, solo suggestioni e indizi.

Dopo avere mosso i primi passi nel treno veniamo a conoscenza di non essere soli. Da questo momento in poi il gioco mette in scena quello che è il suo punto forte, ricostruire la storia grazie alle interazioni che avremo con tutti i personaggi (se pur pochi) che incontreremo.

Controllore
Personaggi suggestivi e ben caratterizzati

Dreadline Express vive grazie alla storia che muove il tutto e ai personaggi che vivono il treno, di cui non vi parlerò appositamente per evitare qualsiasi tipologia di spoiler, proprio perché sono i personaggi, con ognuna delle loro storie e vissuti, che vi “aiuteranno” a capire quello che sta succedendo, cosi da riuscire a scoprire il mistero dietro al treno e al Supremo Ingegnere.

Vi basti sapere che ogni personaggio ha una storia ben definita con una caratterizzazione molto forte, elementi nevralgici per riuscire a instaurare discorsi fondamentali utili alla progressione, considerato che non sempre e non allo stesso modo i viaggiatori saranno disposti a dialogare con noi ma solo e unicamente quando pezzo dopo pezzo riusciremo a ricostruire il quadro di insieme.

Tuttavia, se pur voglio dare un grande merito alla scrittura dei personaggi e alla lore generale del mondo di gioco, sono rimasto un po’ deluso dalla scrittura della storia nel suo complesso, con un finale che ritengo che poteva essere gestito meglio (anche se occorre precisare che in base alle scelte fatte durante il gioco, il finale può cambiare qualcosa ma non la struttura dello stesso). Dredline Express non ha una brutta trama, tutt’altro, però il fatto che il gioco partiva da presupposti molto buoni, sono rimasto deluso rispetto a come sono state affrontate alcune tematiche (forse anche in modo sbrigativo) e aspetti della lore che meritavano maggiore attenzione.

Dal canale YouTube di GameSource

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Quando la grandezza del mondo di gioco non conta

Voglio essere chiaro, ritengo che quello fatto da Dreadline Express sia encomiabile sotto il profilo del level design. Il gioco si svolge unicamente in tre vagoni di un treno, di per se uno spazio veramente ristretto, che vengono utilizzati con grande sapienza, difatti molteplici volte vi ritroverete a fare avanti e indietro da ogni vagone solo al fine di ottenere qualche indizio o, soprattutto, per riuscire a parlare con i nostri compagni di viaggio al fine di estrapolare tutte le informazioni possibili.

A tutto questo aggiungiamo il fatto che il treno è molto bello, in primo luogo grazie a una scelta artistica veramente suggestiva data dal motore grafico; dall’altro grazie ai suoi interni, le valige, gli affetti personali degli altri viaggiatori. Il treno è un “mondo” piccolo in cui ogni angolo è stato messo in scena con cura, cosi da dare contesto e coerenza.

Tuttavia, anche in questo caso, non è tutto oro ciò che luccica. Seppur in un primo momento sono stato rapito dallo stile e dall’unicità di quello che stavo vedendo, ho riscontrato dei problemi soprattutto riferiti alla color correction. Gioco su un pc di fascia alta in uno schermo Oled 2k e comunque ci sono zone del treno che rimangono molto scure e poco definite, soprattutto perché questo problema potrebbe anche inficiare sul gameplay che richiede proprio una grande attenzione ai dettagli per la ricerca di oggetti e interazioni. Anche se ritengo che sia un piccolo problema che con delle patch possa essere facilmente risolto.

Il treno
Treno affascinante ma forse un po’ scuro

Credo nel cuore delle carte

Il libro delle carte
Un “mazzo” variegato con tante combinazioni possibili

Nel lato del puro Gameplay Dreadline Express ha qualcosa di unico, difatti sono sincero nel dire che è la prima volta che ho affrontato un videogioco con degli stilemi unici e particolari, dove tutto è mosso dall’utilizzo delle carte che via via andremo sbloccando nel gioco.

Anche in questo caso è difficile riuscire a esporsi su un elemento cosi importante senza cadere nello spoiler, poiché le carte sono il pilastro fondamentale su cui ruota l’intera esperienza. Ogni carta è curata nei minimi dettagli, difatti ognuna è accompagnata con artwork suggestivi e descrizioni studiate nel particolare, tutti elementi che sono fondamentali per la progressione. Difatti, l’unico modo per andare avanti è leggere attentamente ogni carta, comprendere i significati letterali e le metafore rispetto a ciò che rappresentano.

Appena avremmo collezionato le prime carte e risolto i primi enigmi,  tutto è rimesso alle intuizioni e ai ragionamenti che riusciremo a mettere alla luce. Questa è la sfida più grande del gioco, riuscire a comprendere quali carte usare, quando usarle, in che ordine e in che combinazione.

Tuttavia, con un po’ di delusione, devo dire che la cosa più bella del gioco è anche forse la cosa che presenta i maggiori problemi. Posso riassumere la soddisfazione che ho avuto nell’utilizzo delle carte con questa frase “ho mangiato un’ottima cena ma per dessert invece di avere la mia buonissima cheesecake ho ricevuto una crostata con pastinaca e farina di mais”.

Artwork delle carte
Immagini piene di dettagli

Poche volte ho avuto cosi tanta soddisfazione e rabbia allo stesso tempo. Da un lato perché quando riesci a risolvere un enigma grazie all’uso della tua intelligenza, delle tue intuizioni…. quando lavori decine di minuti per riuscire a capire come mettere insieme i pezzi e poi trovi un riscontro positivo, l’effetto è di soddisfazione pura. Dall’altro perché ho avuto la sensazione che non pochi enigmi erano un po’ tirati per i capelli, dove non sempre la soluzione era quella più brillante e determinati collegamenti erano veramente forzati, difatti non poche saranno le volte che per progredire occorrerà fare un’interpretazione dell’interpretazione delle carte e immaginare cosa lo sviluppatore ha pensato quando ha creato l’enigma.

Questa è la cosa che un titolo del genere non si doveva permettere, poichè alcune volte, dopo avere speso decine di minuti interi a riflettere su un enigma e fare avanti e indietro dai vagoni, mi sono ritrovato ad andare avanti solo combinando le carte con una tattica di trial and error fino a che non riuscivo a trovare la soluzione. E la cosa che più mi ha mandato ai matti è stato quando ho risolto degli enigmi in modo casuale e nonostante ciò non riuscivo a capire quale era il ragionamento sottostante.

Ultima nota negativa è che ho avuto l’impressione che alcune carte del nostro “mazzo” non siano veramente utili ma che facciano da contorno o comunque contribuiscono poco nel senso generale delle cose, anzi al massimo creano molta confusione perché quando ti chiederai se saranno quelle a dovere essere utilizzate per andare avanti, la risposta spesso sarà no.

In tutto questo (e qui è molto un gusto personale), capisco e amo il fatto che essendo un metroidbrania devi sforzare le meningi al massimo per progredire, però avrei cercato di creare un modo per “aiutare” il giocatore per riuscire comunque a risolvere le matasse più contorte al fine di migliorare la Quality of life, tuttavia non intendo aiuti diretti o soluzioni facilitate, ma anche solo aggiungere una linea di dialogo in più che, anche alla larga, ti suggerisca un minimo in che direzione andare.

Pagina Steam.

 

 

 

 

Dreadline Express - Trailer Ufficiale

Dreadline Express è un horror psicologico in prima persona di tipo "metroidbrainia", ambientato a bordo dell'ultimo treno dell'umanità. Svela i misteri di questo treno enigmatico, affronta passeggeri bizzarri e plasma il tuo percorso grazie a una meccanica unica basata sulle carte, che ti offre il pieno controllo della narrazione. Questo non è più il nostro mondo.

7,5Buono
Il voto di GameSource

Dreadline Express è il gioco perfetto per chi si vuole cimentare in un mondo particolare con una storia affascinante, alla base di un gameplay unico che metterà alla prova le vostre capacità intellettive e, soprattutto, la pazienza. La trama ti prende dal primo momento e proprio per questo il finale non è all'altezza dei presupposti del world building. Forse si poteva fare di più sulla color correction e sullo studio degli enigmi che tuttavia rimangono soddisfacenti e stimolanti.

Pro
  • Mondo di gioco affascinante.
  • Gameplay sfidante e stimolante.
  • Personaggi con tante sfaccettature.
  • World building generale veramente di pregio.
Contro
  • Finale un pò deludente.
  • Enigmi non sempre ben studiati.
  • Gestione dei colori un pò traballante.
Recensito su PC
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L'autore

Mi chiamo Mattia Sotgia e sono nato il 7 novembre 1998 a San Cataldo (CL), un paese al centro della Sicilia. Sono laureato in giurisprudenza e nutro una forte passione per lo sport. Gioco ai videogiochi da sempre e, fin da quando ne ho memoria, sono stati un elemento costante della mia vita. Non ho un genere preferito: che si tratti di un titolo AAA o di un indie, il mio amore è totale e incondizionato per ogni pixel che si muove sullo schermo

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