Split Second – Recensione Split/Second: Velocity

I videogiochi di corse si possono dividere in due macro-categorie: da una parte vi sono le simulazioni, dai toni sempre più realistici e contraddistinte da una sempre crescente attenzione ai dettagli; dall’altra parte trovano posto tutti i racing game dallo stile più arcade, sempre più esagerati e spettacolari. Nelle prossime righe analizzeremo nel dettaglio quello che si presenta come un valido esponente della seconda categoria: stiamo parlando di Split/Second: Velocity, nato dall’unione tra Disney e Blackrock Studios (quelli di Pure, per intenderci),  che con il suo carico di adrenalina e follia esplosiva promette di esaltare tutti gli appassionati di corse folli e senza regole.
 

 Come dite? Alla prima occhiata sembra il solito racing game? Continuate a leggere, perché…

Tutti pazzi per i reality

Lungi da noi parlare in questa sede della cosiddetta "Tv della verità", oggetto di infiniti dibattiti e ormai fulcro dei palinsesti giornalieri di qualsiasi rete televisiva. Il reality oggetto di questo paragrafo, semplicemente, è quello alla base della trama di Split/Second: durante le varie puntate dello show – che poi corrisponderanno alle gare che saremo chiamati a disputare – otto piloti incoscienti si sfideranno su circuiti cittadini imbottiti di esplosivo. Praticamente inutile sottolineare che, durante le corse, saranno proprio i piloti stessi ad avere il detonatore tra le mani, da utilizzare saggiamente per mettere i bastoni tra le ruote agli avversari e salire così sul gradino più alto del podio.
 

 …bastano un paio di curve per accorgersi (alla prima esplosione) che non è affatto il solito racing game!

Parola magica: Powerplay

Il diritto di provocare un’esplosione roboante e fragorosa bisogna naturalmente guadagnarselo. Gli sviluppatori di Balckrock, ispirandosi al modello di guida scavezzacollo di Burnout, hanno optato per il più classico dei sistemi: più guideremo in modo spericolato – saltando, derapando in curva e stando con il fiato sul collo agli avversari – più riempiremo i vari spicchi di una barra chiamata Powerplay, posta direttamente sul retro della nostra vettura. Più piena sarà la barra, più grandi e spettacolari saranno le esplosioni che potremo innescare nei vari punti strategici della pista. Tutto questo aggiunge una piccola componente strategica al titolo, dal momento che dovremo sempre decidere se utilizzare l’energia accumulata per sbarazzarci semplicemente dell’avversario che ci precede o, al contrario, rischiare di rimanere indietro per riempire del tutto il Powerplay e scatenare veri e propri crolli in grado di cambiare radicalmente la conformazione della pista per il resto della gara.

Ci soffermiamo particolarmente su quest’ultimo punto, in quanto si tratta della novità più interessante introdotta da Split/Second: le esplosioni non sono solamente un modo per sbarazzarsi velocemente degli avversari che comandano la gara – scoprirete presto che non c’è niente di meglio che avere un bell’elicottero pronto a scaricare barili esplosivi su chi vi sta facendo mangiare la polvere – ma sono anche utili ad aprire (oppure occludere) scorciatoie e nuovi passaggi, variando il tracciato originario anche più volte durante un solo giro di pista. Mentre sfreccerete tra gli scenari urbani del gioco, quindi, dovrete sempre prestare attenzione ai Powerplay che innescherete, così come mantenere un occhio vigile su quei dinamitardi dei vostri rivali: solo così riuscirete a non farvi prendere di sorpresa dal crollo di un ponte che avevate attraversato nel giro precedente, dai detriti di un intero edificio, o (durante il gioco capita anche questo) da un aereo di linea che precipita verso di voi mentre correte.
 

 Oltre che sui detriti e sugli edifici che crollano, dovrete tenere un occhio vigile anche sui cieli

Dimenticatevi i corsi di scuola guida

Nel cuore di Split/Second: Velocity, lo ribadiamo ancora una volta, pulsa un’anima arcade che più pura non si può. Dimenticatevi qualsiasi nozione imparata a scuola guida e preparatevi ad assistere ad un perfetto esempio di semplicità, dal momento per giocare vi basteranno praticamente tre tasti: l’acceleratore, rigorosamente a tavoletta per il 99% della vostra esperienza di gioco, il freno, da utilizzarsi solo per innescare le derapate ed eventualmente evitare in controsterzo i detriti, e i tasti dedicati alle Powerplay, da premere quando compaiono le rispettive icone sullo schermo a indicare la possibilità di eseguirne una.

Unico neo in un sistema tanto semplice quanto efficace, l’appiattimento del sistema di controllo per le varie vetture presenti nel gioco: i vari parametri di aderenza, accelerazione e resistenza, anche se leggermente diversi per le varie categorie, non differiscono in modo veramente sostanziale da un’auto all’altra, e tutti i veicoli del gioco si guidano con immediatezza e semplicità. Scegliere un’auto piuttosto che un’altra, quindi, rappresenterà più un capriccio relativo al senso estetico del giocatore piuttosto che una reale necessità di utilizzare veicoli più performanti. Qualsiasi collisione tra il muso della nostra auto e il bordo della pista, inoltre, porterà alla distruzione del mezzo a prescindere dalla velocità dell’impatto. Sono tutti dettagli che passano in secondo piano di fronte alla spettacolarità dell’azione, ma che certamente potranno essere affinati in futuri seguiti per rendere l’esperienza complessiva ancora più esaltante.
 

Premendo il tasto giusto al momento giusto otterremo sempre una gratificante esplosione

Senti che rombo, guarda che scintille

Con buona pace dei vostri vicini di casa, Split/Second: Velocity è uno di quei giochi che rende irresistibile alzare il volume per godersi il fragore delle esplosioni, il rombo dei motori e gli effetti sonori presenti in tutto il loro splendore. Lo spirito arcade che traspare dalla grafica e dalle situazioni del gameplay è stato mantenuto anche per quanto riguarda il comparto audio: vi basti sapere che gli sviluppatori hanno campionato, per il sonoro di alcune esplosioni, persino il ruggito di una tigre. Licenze poetiche a go go, quindi, che a giudicare dal risultato si sono rivelate la scelta perfetta per un titolo che fa dell’esagerazione il suo punto di forza: giocare a Split/Second con un sistema surround è un’esperienza memorabile, con rombi e deflagrazioni che esplodono in tutta la loro assordante potenza.

Ci possiamo dire soddisfatti anche per quanto riguarda il comparto grafico, seppur con qualche piccola riserva: considerando tutto quello che si muove sullo schermo, soprattutto durante il crollo delle strutture più imponenti, il lavoro svolto dagli sviluppatori è encomiabile. D’altro canto, dovendo prendere come metro di paragone un mostro sacro dei racing game arcade come Burnout, bisogna riconoscere che Split/Second non riesce a scalzare il gioco di Criterion dal podio. Nonostante questo il senso di velocità e gli scenari distruttibili hanno una resa sopra la media e non deludono nemmeno nella modalità a schermo condiviso per due giocatori, dimostrando l’agilità del motore grafico nel gestire fluidamente entrambe le visuali. Fa la sua parte anche l’ormai classico effetto ralenty che propone il replay delle esplosioni e degli incidenti più spettacolari, davvero ben realizzato. Da sottolineare infine come gli sviluppatori abbiano sin dal primo momento dichiarato di avere come obiettivo i 30 frame per secondo costanti: se da un lato il refresh delle immagini è importantissimo in un gioco di guida come questo, il fatto di aver ottimizzato il tutto sui 30 fps ha permesso comunque ai ragazzi di Blackrock di concentrarsi maggiormente sulla spettacolarità dura e pura, senza rincorrere a tutti i costi l’eccellenza che li avrebbe forse portati a sacrificare parte degli effetti presenti per aumentare il numero di frame per secondo.
 

Gli sviluppatori hanno deciso di non puntare ai 60 fps, ma anche così la spettacolarità è garantita

Modalità per tutti i gusti

Il gioco di Blackrock ci spingerà ad affrontare, oltre alla classica modalità gara dove utilizzare a più non posso le Powerplay, anche altre sfide interessanti: nella modalità Eliminazione viene distrutto l’ultimo concorrente in gara ad intervalli di tempo regolari, finché l’ultimo rimasto non vince la corsa; la modalità Detonatore è un time attack frenetico dove, durante la nostra corsa contro il tempo, l’intelligenza artificiale ci ostacolerà detonando tutti i Powerplay possibili; nella modalità Sopravvivenza dovremo sorpassare una serie di camion che lasceranno cadere bidoni esplosivi sul tracciato; nella modalità Vendetta Aerea, infine, correremo sotto il fuoco di un elicottero da guerra, guidando in modo spericolato per riempire la barra del Powerplay e rispedire al mittente i missili che ci verranno lanciati contro. Insomma, se ad una prima occhiata Split/Second: Velocity può sembrare molto simile a Burnout – e non neghiamo che per molti aspetti lo sia – una volta provato a fondo lascia emergere il grande lavoro svolto dagli sviluppatori per creare qualcosa di innovativo e tipicamente arcade al tempo stesso. Lavoro che, per quanto ci riguarda, ha portato certamente i suoi frutti.
 

Gli indicatori sul retro dell’auto sono facili da consultare e non intralciano mai il campo visivo

Esplosivo al punto giusto

Cosa aspettarsi, quindi, una volta inserito il disco di Split/Second: Velocity nella console? Certamente un gioco dal gameplay innovativo, ma anche un arcade dallo stampo classico fruibile da più categorie eterogenee di videogiocatori. Chi cerca semplicemente un racing game frenetico e divertente troverà molte ore di divertimento grazie al titolo Blackrock: ne occorrono almeno una decina per completare la campagna in singolo, e le diverse modalità di gioco garantiscono una buona dose di divertimento anche in multiplayer. I fan più sfegatati del genere, invece, quelli che hanno corso fino allo sfinimento per le strade di Paradise City e provato tutte le espansioni di Burnout, troveranno in Split/Second: Velocity una valida alternativa per trastullarsi con modalità di gioco ora conosciute ora inedite e divertenti, potendo così placare la loro sete di arcade durante le vacanze estive ormai alle porte.

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