In questo articolo
Truckful parte da una decisione tutt’altro che scontata, cioè toglie di mezzo l’uomo. Il protagonista, in carne e ossa, c’è ma conta pochissimo, perché tu sei un pick up, e il vero personaggio diventa il mezzo, che si prende tutto lo spazio e il ruolo che di solito spetta a chi guida.
Si spersonalizza il protagonista, lo si rende ciò che un uomo non è, lo si allontana dall’idea dell’essere umano che risolve i problemi e lo si avvicina alla curiosa metafora della macchina che tutto può. Pacific Drive l’aveva già fatto, con un’immedesimazione così alta da farci affezionare più all’auto che a chi sta al volante.
Truckful è sviluppato da MythicOwl e pubblicato da Pocketpair Publishing, e il gioco si sostanzia nello svolgimento di continue consegne, senza possibilità di sottrazione e senza alternative, ed è giusto saperlo prima di cominciare, perché al centro vi è solo il mezzo con il suo carico e chi guida resta sullo sfondo.
In Truckful guidiamo quindi per tutto il tempo, e guidiamo alla scoperta di una mappa che nasconde misteri e passaggi bloccati, curiosità e oasi di pace. Il tutto, sullo sfondo perché a fare da protagonista è il mezzo, insieme alla strada che percorre, più che qualsiasi volto o nome, e non è poco, per un gioco di consegne.
Truckful – Recensione
Truckful ti catapulta in un mondo curioso, popolato da individui decisamente sopra le righe, sia per come sono caratterizzati sia, e questo balza all’occhio subito, per come sono disegnati. L’obiettivo di fondo è liberare una cittadina da misteriosi mostri che albergano nei dintorni e che rendono particolarmente difficile muoversi in certi tratti della mappa, perché la natura si è praticamente mangiata strade e case e dietro quel verde si nasconde una forza oscura che divora i veicoli e lascia in giro soltanto rottami.
Il tratto bizzarro, e anche un po’ inquietante, è che tu, al volante del tuo pick up malconcio, da quel bosco ne sei uscito tutto intero, come se qualcuno avesse deciso di risparmiarti, e scoprire il perché è uno dei fili che ti tengono incollato alla storia più di quanto ci si aspetterebbe da un gioco di consegne.

Alla guida dovrai quindi fare consegne a seconda delle esigenze dei vari soggetti che trovi lungo la strada. Ti toccherà portare delle medicine a una bimba sofferente, accompagnare dei lavoratori fino al sito di scavo, recapitare semplici lettere, e poi ci sono le pecore (a fare da semplice ostacolo?), i materiali da raccogliere e le strade da ripulire per rendere il paese di nuovo percorribile.
Truckful è quindi molto variegato nelle idee, ma le realizza sempre e comunque attraverso la consegna, e in fondo vuole mostrarti tanti lati dell’essere umano facendoti fare un’attività che tantissimi di noi compiono ogni giorno, cioè guidare. Da questo punto di vista è semplice, immediato, ma anche meccanico nella realizzazione, e diciamocelo, quasi tutto quello che fai ruota attorno a prendere qualcosa e portarlo da qualche altra parte.
Tutto ciò che si cela dietro questo mondo lo conosciamo sempre tramite interposte persone, cioè attraverso i dialoghi che si aprono all’inizio o alla fine di una consegna, e la compagna di viaggio per eccellenza è Rutti, una ragazza del posto con un legame strano sia con il villaggio sia con quella foresta di cui nemmeno lei conosceva l’esistenza.
Le consegne più brevi, quelle che sembrano inserite da riempitivo, finiscono quasi tutte per agganciarsi alla trama più grande e ti fanno comprendere un tassello alla volta cosa è successo e cosa sta ancora succedendo. Se poi hai voglia puoi anche fermarti a esplorare, e la mappa è più estesa di quanto ci si aspetti da un gioco con la telecamera fissa, con campi, strade di campagna, boschi e piccoli centri.
Il tono generale di Truckful è quello di un cartone animato con sotto un mistero parecchio fitto, e il gioco alterna momenti luminosi, quasi da cartolina, a momenti cupi e carichi di tensione (per fare un esempio, Dredge). Ci sono passaggi più spaventosi soprattutto quando cala la notte e si entra nel bosco, dove le ombre della vegetazione diventano più accentuate si perde la sensazione di guidare con il braccio fuori dal finestrino.
Passando all’estetica, l’impressione è quella di un diorama dipinto ma ripreso dall’alto con una telecamera inclinata che resta quasi sempre alla stessa distanza dal mezzo. Ho apprezzato le superfici e la realizzazione degli elementi sopra di essa, perché l’erba è costruita da tanti piccoli blocchi spigolosi, i muretti a secco sono composti da grandi tasselli di pietra e le rovine di mattoni rossi sembrano far parte della vegetazione.
La palette in Truckful utilizza colori così carichi da restituire una sensazione di eterna primavera e ciò contrasta perfettamente con la leggera sfocatura cromatica presente ai bordi, proprio come in una vecchia stampa. L’interfaccia di Truckful è curiosa, con quel grosso tachimetro in basso a destra e le missioni che sembrano francobolli in alto, e fa il suo dovere senza rubare spazio alla scena.
La notte è un altro mondo e qui Truckful mostra le sue due anime. Nelle scene all’interno del bosco domina un verde scurissimo, con macchie arancioni che sbucano tra le foglie, un lampione e dei cavi che tagliano l’inquadratura, e il mezzo finisce così per diventare l’unica macchia di colore.
Quanto ai personaggi, gli stessi hanno un disegno spigoloso e marcato che li rende subito riconoscibili. Rutti, la nostra compagna, ha il cappellino verde, le lentiggini e la giacca rossa; l’uomo con gli occhiali scuri, i baffi e il gilet arancione, con una manica annodata ma anche la signora con la giacca di pelle borchiata e gli occhialoni da meccanico. I dialoghi, in italiano, compaiono su uno sfondo sfocato con le indicazioni di recitazione tra parentesi quadre, che danno quel pizzico di teatralità in più all’esperienza.
In sostanza, il mondo di Truckful rientra tra gli aspetti più riusciti, perché ti fa venire voglia di rimanerci anche quando le consegne si assomigliano, e la storia, pur arrivando da lontano e sempre filtrata dagli altri, ha abbastanza personalità da giustificare tutta la strada che si percorre per arrivarci.

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Il realismo in ogni aspetto
Il cuore di Truckful è guidare il pick up, e qui bisogna fermarsi un attimo perché la fisica è incredibile in ogni suo aspetto. Riesci perfettamente a percepire quando stai passando su un terreno accidentato, quando entri nell’acqua, quando sei su una strada asfaltata o quando ti trovi sui sanpietrini, e ogni superficie ti restituisce una sensazione diversa a seconda della conformazione.
Da questo punto di vista la realizzazione è eccezionale, e lo dico senza giri di parole, perché la sensazione è quella di una fisica che ricalca fedelmente la realtà, con un mezzo che ha il suo peso e risponde sotto le mani più o meno come ti aspetteresti, pur lasciando spazio a rimbalzi e a qualche reazione un po’ esagerata, che a me non rompe mai la credibilità ma ricorda che sei comunque dentro un gioco.
È una via di mezzo che mi ha convinto, anche se capisco che possa dividere, perché chi cerca una simulazione rigorosa potrebbe trovarla troppo spigolosa e chi vuole qualcosa di più arcade potrebbe trovarla troppo severa. La stessa fisica la percepisci anche nel trasporto e nel peso di quello che porti.
Il pick up vuoto, chiaramente, ha una marcia in più e scatta buttandosi nelle curve, quasi volando, ed è il momento più libero del gioco, anche se a me è successo di sentirmi quasi in colpa a guidarlo così scarico, come se stessi sprecando un viaggio, come se sapessi che lui è stato costruito esclusivamente per portare qualcosa e il resto del tempo fosse solo una parentesi.
Appena carichi, invece, tutto cambia forma perché le frenate si allungano, le curve si fanno più larghe e ogni buca può rappresentare un ostacolo se non si frena o si procede con cautela. Questa rappresenta certamente la parte più sfidante di Truckful e i tentativi finiranno per sprecarsi se non correggete il tiro.
Prima di partire c’è tutta la fase di preparazione della missione, che funziona come un Tetris in cui incastri, impili pacchi, oggetti e persone nel cassone, e Truckful ti permette di simulare come si assesterà il carico prima di confermare, un’aggiunta semplice e utilissima per correggere gli errori prima di sbatterci il muso.
Qui però voglio dare un consiglio: non fermatevi all’avviso che compare quando Truckful ti dice che il carico è troppo grande per il tuo cassone. Può succedere che, vuoi per la combinazione con alcune abilità speciali, penso ai pacchi adesivi, quel carico apparentemente impossibile diventi fattibile. È certamente più complicato ma rappresenta una sfida in più per chi cerca quel pizzico di difficoltà extra all’interno di un titolo che, già di suo, semplice non è.
Quando parti e le cose si mettono a ballare, il carico può scivolare, rovesciarsi e cadere, e ti tocca tornare indietro a raccogliere quello che hai perso e sistemare nuovamente il carico, con il rischio di fallire l’obiettivo principale o quello secondario, che non sono sempre gli stessi e non sempre sono così permissivi.
C’è poi il discorso della telecamera fissa, una scelta coraggiosa e affascinante che però si porta dietro alcune perplessità concrete. Da un lato, rischia di nascondere, ad un occhio meno attento, alcuni passaggi capaci di farti arrivare prima a destinazione, scorciatoie nel bosco o altrove che dall’alto non sempre si notano.
Capita quindi di fare il giro lungo senza sapere che esisteva una strada migliore (ma più difficile), e scoprirla a posteriori è leggermente un po’ frustrante (perché può portare al fallimento di una missione secondaria), anche se per chi ama esplorare è anche un motivo in più per tornare nelle zone già battute.
Dall’altro, nelle zone più fitte, dove il mezzo resta piccolo e circondato da alberi, si fa fatica a capire cosa c’è davanti, e la mappa e la bussola non sempre aiutano, specialmente in quei terreni o strade in cui occorre curvare spesso e volentieri il veicolo per non finire schiacciati su un muro.
Truckful introduce anche gli aggiornamenti, che, in combinato con la fisica della guida, rappresentano l’aspetto del gameplay più riuscito. Si parte da un pickup mezzo sfasciato e col tempo si sbloccano sospensioni migliori, gomme, componenti del motore, cassoni più grandi con le sbarre, a volte scatole per tenere fermi gli oggetti e persino le vernici, tanto che il pick up cambia colore e carattere man mano che avanzi, e il tutto si può smontare e rimontare quando vuoi nei garage sparsi per il paese.
Se, dal punto di vista puramente meccanico e di potenziamento del pickup, è possibile migliorare il veicolo con l’upgrade del motore o altro, la diversità tra cassoni non rappresenta necessariamente un passo in avanti poiché il tutto dipende dalla conformazione del carico da dover trasportare per completare al meglio quella missione.
A un certo punto compare in Truckful anche una seconda valuta oltre quella classica, i rottami lasciati dai veicoli divorati, che dal punto di vista della storia ha perfettamente senso e ti ricorda con cosa hai a che fare, anche se nella pratica è la parte meno immediata e chiede troppa dedizione nella raccolta e smaltimento di questi.
Sotto la superficie, Truckful resta un lungo susseguirsi di consegne e questa è una scelta di design precisa, che il gioco non nasconde e porta avanti con coerenza dall’inizio alla fine. La ripetizione, che in altri titoli può annoiare, qui non rappresenta un limite perché inserita proprio per restituire un senso di soddisfazione a ogni consegna portata a termine, con il carico intero e il mezzo ancora in piedi.
Le zone sono diverse e hanno ognuna un loro carattere, e anche se le missioni sono quasi tutte recuperi e trasporti, la mia impressione è che Truckful ti chieda di entrare in un ritmo, più che di cercare ogni volta qualcosa di nuovo. Chi invece vuole varietà continua potrebbe storcere un po’ il naso, ed è giusto saperlo prima di cominciare.

Resa dei conti
Truckful è un gioco che sa esattamente cosa vuole essere, e per me questo è già un pregio. Toglie l’uomo dalla scena e lascia il pick up a prendersi tutto, con una fisica che ricalca fedelmente la realtà senza prendersi troppo sul serio, un carico che si sente nella guida e una fase di preparazione che premia chi ha voglia di osare, magari ignorando l’avviso del gioco e affidandosi a un’abilità speciale.
Non mancano i limiti, la telecamera fissa, bellissima da vedere, nasconde a volte scorciatoie e passaggi che avresti voluto scoprire prima, nelle zone più fitte si fatica a capire cosa c’è davanti, la mappa e la bussola non aiutano come dovrebbero e i rottami, come seconda valuta, chiedono più dedizione di quanto ci si aspetti. La ripetizione delle consegne, poi, non è per tutti, ma io la leggo come una scelta precisa, che regala soddisfazione a ogni viaggio portato a termine con il carico ancora al suo posto. Se siete curiosi, potete trovare Truckful qui.
Truckful abbraccia la ripetizione fino in fondo, regalando una fisica splendida, un carico che si sente e un mondo che vale il viaggio.
- Fisica di guida eccellente
- Peso del carico che si sente davvero
- Aggiornamenti del pick up soddisfacenti
- Mondo e personaggi di carattere
- Stile artistico lodevole
- Telecamera fissa che nasconde scorciatoie
- Mappa e bussola poco efficaci
- Rottami che richiedono troppa dedizione
