Splatoon Raiders – Consigli e trucchi per iniziare

Splatoon Raiders alterna raid frenetici e gestione della base: ecco i consigli su serbatoi, congegni e Salmonoidi.

Splatoon Raiders Recensione

Splatoon Raiders mi ha spiazzato fin dalle prime ore, perché al posto delle mischie mollusche quattro contro quattro che ho macinato per anni mi sono ritrovato a scegliere con calma un equipaggiamento, a studiare la conformazione di un’isola e a rientrare su una nave rifugio per rimettere in sesto tutto quello che avevo consumato durante la spedizione precedente.

La sensazione iniziale è quella di un gioco morbido e quasi accogliente, dato che i primi raid si superano sparando un po’ a caso e raccogliendo qualsiasi cosa luccichi, eppure basta arrivare alla seconda metà della storia perché quella morbidezza svanisca del tutto e le orde di Salmonoidi comincino a chiudere ogni singola via di fuga.

Ho perso parecchie spedizioni prima di capire che il problema non erano i miei riflessi ma il modo in cui avevo montato il serbatoio, perciò ho deciso di raccogliere qui tutto quello che mi sarebbe servito sapere prima di mettere piede sulle Isole Spirhalite, dai congegni alla lettura dei nemici fino alla gestione della base.

Splatoon Raiders, come funziona un raid

Ogni sessione di Splatoon Raiders (qui la recensione) segue un ciclo abbastanza rigido che conviene interiorizzare subito, dato che tutto il resto del gioco si appoggia su quello schema. Si parte dalla nave rifugio, si sceglie la spedizione sulla mappa dell’arcipelago, si imposta il livello di difficoltà e si scende sull’isola con l’equipaggiamento deciso a tavolino, senza alcuna possibilità di cambiarlo una volta atterrati.

Da quel momento in poi il compito diventa doppio, perché da una parte devo respingere i Salmonoidi che arrivano a ondate sempre più fitte, mentre dall’altra devo raccogliere tutto il raccoglibile, dalle uova di potere ai cristalli di Spirhalite fino ai componenti per i congegni e alle reliquie più rare.

Splatoon Raiders

La cosa che mi ha tolto parecchia ansia è stata scoprire che nelle incursioni in solitaria il bottino resta mio anche quando la spedizione finisce male, perciò una corsa fallita non è mai tempo buttato.

Capito il ciclo, cambia di conseguenza anche il modo in cui affronto la mappa, perché smetto di correre verso l’obiettivo e comincio a leggere ogni deviazione come materiale che finirà nei potenziamenti della sera stessa. Le isole non sono corridoi, dato che si sviluppano anche nel sottosuolo tra caverne, strutture abbandonate e zone in cui l’equipaggiamento utilizzabile viene limitato dal gioco stesso.

Quale serbatoio scegliere tra Rapido, Potente e Tattico?

Se l’arma decide quanto inchiostro riesco a scaricare addosso al nemico, il serbatoio decide praticamente tutto il resto, perché stabilisce come mi muovo, quali congegni posso montare e in che modo esco dalle situazioni che si mettono male. Le tre famiglie disponibili non sono semplici varianti estetiche, dato che ognuna impone un ritmo di combattimento diverso e premia un tipo di giocatore preciso.

Il consiglio che darei a chiunque parta adesso è di non innamorarsi del primo serbatoio che funziona, perché Splatoon Raiders costruisce buona parte della sua difficoltà proprio sull’idea che io cambi assetto in base al livello che ho davanti.

Il serbatoio Rapido e quello Potente

Il serbatoio Rapido è quello che ho usato più volentieri nelle prime ore, perché privilegia la mobilità e permette di schivare, riposizionarsi e colpire senza mai fermarsi davvero, il che risolve quasi tutti i problemi finché le orde restano gestibili. Funziona benissimo con le armi dal ritmo alto, dato che il suo punto di forza è restare addosso al nemico e sganciarsi appena la situazione si complica.

Il serbatoio Potente ragiona in modo opposto, perché rinuncia a una parte della velocità in cambio di attacchi molto più diretti e della capacità di reggere l’urto quando i Salmonoidi arrivano tutti insieme dallo stesso lato. Nei livelli in cui la mappa è stretta e le vie di fuga sono poche l’ho trovato nettamente superiore, mentre negli spazi aperti finisce per essere lento e prevedibile, così che la scelta dipende quasi sempre dalla conformazione del livello più che dal mio gusto personale.

Il serbatoio Tattico e il controllo del campo

Accanto alle due opzioni più immediate c’è il serbatoio Tattico, che è anche quello che mi ha richiesto più tempo per essere capito, perché non vince lo scontro nel momento in cui parte ma nei venti secondi precedenti. Torrette, esplosivi collegati tra loro e strumenti di controllo trasformano un’arena affollata in un percorso obbligato, così che i Salmonoidi finiscono per camminare dentro una trappola già montata invece di raggiungermi liberamente.

Questo approccio dà il meglio nelle situazioni in cui so in anticipo da dove arriveranno i nemici, mentre paga dazio quando il livello mi costringe a muovermi in continuazione e non mi lascia il tempo di piazzare nulla. Se vengo dal multiplayer classico è probabile che lo trovi noioso per le prime due ore, eppure è l’assetto che mi ha permesso di chiudere le incursioni più cattive senza finire l’inchiostro nel momento sbagliato.

Perché i congegni contano più dell’arma

Se c’è una cosa che ho sbagliato a lungo in Splatoon Raiders è stata trattare i congegni come le vecchie armi secondarie, quando invece sono il vero centro del sistema di combattimento. Non esistono più bombe da lanciare in appoggio, dato che al loro posto ci sono dispositivi meccanici con tempi di ricarica indipendenti che possono aprire una via di fuga, bloccare un corridoio oppure moltiplicare i danni in una finestra molto breve.

Ogni serbatoio ospita fino a tre congegni contemporaneamente e la combinazione che scelgo conta più della statistica dell’arma equipaggiata, perché una configurazione coerente mi permette di sopravvivere anche quando l’inchiostro finisce nel momento peggiore. Il mio criterio è semplice, dato che scelgo prima l’arma in base a come mi piace muovermi e poi uso i congegni per coprire esattamente i buchi che quell’arma lascia scoperti.

Vale poi la pena ricordare che la mossa speciale non va bruciata appena si carica, perché nei livelli a più fasi conviene conservarla per l’ondata finale e usarla subito contro il mini boss, così da infliggere un danno enorme in apertura e avere tutto il tempo di ricaricarla durante il resto dello scontro.

Come potenziare i congegni con i componenti

I componenti raccolti durante le spedizioni servono esattamente a questo, perché si installano negli slot dei congegni e permettono di aumentare il danno, la durata, la frequenza di attivazione oppure di aggiungere effetti speciali che cambiano il comportamento del dispositivo. Il dettaglio importante è che questi potenziamenti restano legati al congegno e non al singolo serbatoio, perciò il lavoro fatto una volta continua a rendere anche quando cambio assetto.

Per questa ragione conviene concentrare i componenti migliori su due o tre congegni davvero utili invece di spalmarli su tutto l’arsenale, dato che un dispositivo potenziato a dovere vale molto più di cinque dispositivi mediocri. Quando non so cosa fare torno al laboratorio della nave rifugio e smonto quello che non uso più, perché il materiale recuperato in questo modo è spesso sufficiente a portare al livello successivo il congegno su cui sto costruendo la mia configurazione.

Come leggere i Salmonoidi e gestire i boss

La varietà dei nemici è uno degli aspetti in cui Splatoon Raiders ha investito di più, dato che sulle Isole Spirhalite si contano circa quaranta tipologie di Salmonoidi, ciascuna con un modo di muoversi e di attaccare che va riconosciuto al volo.

Imparare a stabilire le priorità è la singola abilità che mi ha fatto migliorare più in fretta, perché lasciare in vita un nemico che colpisce da lontano mentre cerco di ripulire la mischia significa quasi sempre perdere l’incursione.

I boss ragionano su un altro piano, perché hanno punti deboli specifici e vanno affrontati con un minimo di preparazione, mentre le versioni più avanzate ricoperte di sale alzano ulteriormente l’asticella e diventano tanto più ostiche quanto più sono incrostate.

Quando uno scontro non funziona la soluzione migliore non è insistere, dato che tornare sulla mappa e ripetere un livello già superato permette di salire di livello e di raccogliere materiali in tranquillità.

Se poi la situazione resta bloccata esiste la possibilità di chiedere aiuto a un altro giocatore durante la propria incursione in solitaria, funzione che il gioco integra senza penalità di alcun tipo e che ho usato più di una volta senza farmene un problema.

Prove a tempo, contano le uova e non i nemici

Le prove a tempo meritano un discorso a parte, perché il parametro che conta non è il numero di Salmonoidi che riesco ad abbattere ma la quantità di uova di potere che riesco effettivamente a raccogliere. È una distinzione che sembra banale eppure ribalta completamente l’approccio, dato che un nemico sconfitto in mezzo a una zona irraggiungibile equivale a tempo perso.

Il modo più efficace di affrontarle è quindi combattere vicino al punto di consegna e accettare di ignorare i bersagli isolati, mentre le manovre che spostano il gruppo verso di me valgono più di qualsiasi picco di danno.

Anche il robot esploratore torna utile in questo contesto, perché rimbalzarci sopra permette di guadagnare quota, di leggere la mappa dall’alto e di rientrare al centro dell’arena senza attraversare la mischia.

La nave rifugio e la progressione tra un raid e l’altro

Tutto quello che raccolgo in Splatoon Raiders converge su la nave rifugio, che non è un semplice menu tra una missione e l’altra ma una vera base operativa da ampliare struttura dopo struttura.

Nella stanza dedicata al personaggio si potenziano i serbatoi e le statistiche, nel laboratorio si costruiscono e si migliorano i congegni, mentre nell’armeria si potenziano oppure si smontano le armi accumulate durante le spedizioni.

Splatoon Raiders Recensione Potenziamento

Con oltre cento varianti di armi in circolazione il rischio di paralisi da scelta è concreto, perciò il criterio che uso è guardare rarità, livello ed effetti passivi invece di fermarmi al nome, dato che due esemplari della stessa arma possono comportarsi in modo molto diverso.

Tutto il resto, dai metalli preziosi ai cristalli, finisce nei motori della nave e nello sblocco delle strutture successive.

Il consiglio più concreto che posso dare è di dedicare qualche minuto alla base ogni due o tre incursioni, perché accumulare materiale senza spenderlo è il modo più rapido per trovarsi improvvisamente sottolivellati proprio quando la storia alza il ritmo.

Splatoon Raiders, cosa fare prima di ripartire

Alla fine di tutto, quello che Splatoon Raiders chiede davvero non è mira o riflessi, ma la disponibilità a trattare ogni incursione come un esperimento da cui uscire con qualcosa in mano.

Ho smesso di perdere spedizioni nel momento esatto in cui ho iniziato a cambiare serbatoio e congegni in base al livello che avevo davanti, invece di difendere a ogni costo l’assetto a cui mi ero affezionato nelle prime ore.

Se dovessi ridurre tutto a un unico gesto da ripetere, sceglierei quello di aprire il menu dell’equipaggiamento prima di ogni partenza e chiedermi da dove arriveranno i nemici in quel livello, perché è una domanda che costa dieci secondi e che cambia radicalmente il modo in cui andrà la mezz’ora successiva.

Le Isole Spirhalite restano comunque un posto generoso, dato che anche le corse peggiori lasciano materiale utile, perciò l’unico vero errore possibile è quello di smettere di sperimentare.

Vai alla scheda di Splatoon Raiders
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