Xbox introduce la verifica dell’età in Australia per i giochi 18+
Microsoft introdurrà da fine agosto un controllo dell’età per accedere ai contenuti R18+, tra nuove regole e dubbi sulla privacy degli utenti
Microsoft si prepara a introdurre un nuovo sistema di verifica dell’età per gli utenti Xbox in Australia. A partire dalla fine di agosto 2026, gli account adulti dovranno dimostrare la propria età per poter accedere ad app e videogiochi classificati R18+ attraverso Xbox Store e Microsoft Store. La società ha iniziato a informare gli utenti australiani tramite e-mail e messaggi Xbox, spiegando che la misura rientra nel programma di conformità alle normative locali. In assenza della verifica, l’accesso ai contenuti per adulti potrebbe essere limitato. I giochi e le applicazioni già acquistati dagli utenti, invece, non dovrebbero essere interessati dalla modifica.

Xbox chiede in Australia il controllo dell’età
Microsoft per la sua Xbox prevede diverse modalità per completare la procedura e a seconda dell’anzianità dell’account, potrebbe essere sufficiente una verifica tramite e-mail. In altri casi sarà possibile utilizzare i dati di una carta di credito oppure presentare un documento ufficiale, come passaporto o patente di guida. È prevista anche una verifica facciale attraverso il caricamento di un selfie. La decisione si inserisce in un fenomeno più ampio. Australia, Regno Unito e alcuni stati degli Stati Uniti stanno infatti introducendo requisiti sempre più stringenti per verificare l’età degli utenti che accedono a servizi e contenuti online, con l’obiettivo dichiarato di proteggere i minori.
Le iniziative, tuttavia, hanno alimentato un acceso dibattito sulla privacy. I principali dubbi riguardano la quantità di dati personali raccolti, le modalità di conservazione e sicurezza delle informazioni e il possibile utilizzo dei dati per finalità differenti dalla semplice verifica dell’età. Il tema è particolarmente delicato quando vengono richiesti documenti d’identità o dati biometrici. Alcune recenti violazioni che hanno coinvolto aziende specializzate nella verifica dell’identità hanno infatti dimostrato i rischi legati alla gestione di informazioni personali altamente sensibili.
Infine vi ricordiamo che è trapelato online un programma di conversione da disco a digitale