Nightmare Shift – Recensione PS5
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Qualche mese fa vi parlai di Order 13, definendolo un gioco da streamer. Nighmare Shift ricade nella stessa categoria ma in un modo completamente diverso. Se Order 13 è il classico life simulator con jumpscare a casaccio, ideale per uno stream perchè favorisce sia il dialogo con la chat che l’occasionale momento “da clip”, Nightmare Shift è un horror zeppo di jumpscare e colpi di scena, dalla durata media di uno stream.
Si tratta di un titolo indipendente di qualità obiettivamente molto bassa. Essendo il progetto di un solo dev con un concept molto intrigante, sono partito con l’intenzione di essere più buono del solito, riconoscendo non solo i difetti dell’esperienza ma anche l’impressionante conquista del riuscire a completare un gioco in solitaria.
Tuttavia, nemmeno la mia ammirazione per lo sforzo immenso dello sviluppatore può farmi passare sopra ai problemi di Nightmare Shift. In questo gioco, non funziona praticamente niente. Le meccaniche sono molto basilari, le animazioni non esistono, l’estetica è pacchiana e soprattutto la storia cade a pezzi notte dopo notte.
Nightmare Shift – Recensione PS5
Nightmare Shift ci mette nei panni di Emma, una ragazza costretta a lavorare il turno notturno in un motel. La storia si divide tra il Motel dove lavora e casa sua. Nella prima sezione, il gioco può apparire un life sim con elementi horror. Arrivano i clienti, si prepara loro la stanza, si viene “spaventati” da qualche jumpscare e si stacca il turno.
Nell’appartamento di Emma il gioco prende le sembianze di un horror psicologico più affine a titoli come Parasocial di Chilla’s Art. Ci sono sezioni di narrative molto semplici che trasmettono l’ansia della ragazza e anche qualche incubo in cui vengono riflesse le sue preoccupazioni.
Partendo da cosa funziona, gli incubi sono carini. Ci sono delle belle idee. La storia parla di stalking, quindi le sezioni del sogno possono sbizzarrirsi mostrando la donna su decine di schermi, occhi che la seguono ovunque e cose di questo genere. Nulla di rivoluzionario, ma gli incubi sono stati la parte migliore del gioco.
Per il resto, Nightmare Shift condivide con l’ottimo Parasocial solo il finale anticlimatico. Il gioco non riesce a creare atmosfera a causa degli asset che sembrano presi dallo store di Unreal Engine senza alcuna modifica per dare loro carattere. Le due ambientazioni presenti (tre se contiamo la stazione di polizia che però non è esplorabile) sono piccole e asettiche.

L’interazione col mondo si limita al premere tasti o raccogliere oggetti, quindi lato “gameplay” c’è poco da raccontare. Per darvi un’idea precisa, questo è esattamente il tipo di gioco che Yotobi streammerebbe durante una maratona, e non uno di quelli che riescono a mostrare il loro valore nonostante il comparto tecnico comprensibilmente pessimo.
Un disastro di storia
Per un’esperienza come Nightmare Shift, la storia può essere l’ancora di salvezza. Non dico che una buona scrittura avrebbe redento l’intera opera, specie quando i modelli non hanno ricevuto alcuna cura per farli spiccare, ma avrebbe potuto arrivare ad una sufficienza tirata. Specie raccontando qualcosa di poco esplorato nel medium, avendo così un po’ di “fattore novità”.
Purtroppo la storia di Emma è un disastro sotto ogni punto di vista. Dialoghi innaturali, ovvi Red Herring tirati troppo per le lunghe, personaggi che fanno delle cose assurde solo per giustificare dei colpi di scena, sono solo alcuni dei problemi presenti nella narrazione.
Il fulcro dell’horror è essenzialmente come la protagonista si senta costantemente osservata da qualcuno, specie dopo essere stata minacciata da un cliente del Motel durante la prima notte. Sia durante il turno di lavoro che a casa, sembra ci sia qualcuno che vuole torturarla psicologicamente.
Ci sono delle buone idee durante le 4 ore di gioco, tipo una macchina che continua ad entrare nel Motel, girare nel parcheggio e andarsene senza dire nulla, o una cliente che dice di sentirsi a sua volta costantemente minacciata da qualcosa, parlando di graffi sui muri.

Però la realizzazione è sempre troppo buffa perché riesca a prenderla sul serio. A ciò c’è da aggiungere come tutto vada in vacca nella seconda metà del gioco. La storia parte con l’intenzione di affrontare un orrore vero, purtroppo all’ordine del gioco.
Si tramuta però in una storia completamente implausibile, con passaggi segreti, assassini mascherati e il personaggio più stupido che abbia mai visto in un videogioco. E ho giocato tanti Tripla A narrativi ai miei tempi, quindi è decisamente un bel traguardo.

Nightmare Shift non è un buon gioco, ma non è nemmeno una buona storia. Mi spiace essere tanto negativo con un progetto di un solo dev, tuttavia è inutile indorare la pillola. C’è da lavorare tanto, sia sulla cura estetica sia (e soprattutto) sulla scrittura.
Nightmare Shift è semplicemente una storia scritta male, raccontata in un videogioco raffazzonato
Pro
- Le sezioni incubo sono carine
- Non ho riscontrato particolari problemi tecnici
Contro
- Storia terribile
- Interazione col mondo basilarissima
- Modelli anonimi