Star Wars Zero Company Baker
Il gioco Star Wars Mac, Commodore 64, Commodore AmigaUscito il 1 Mag 1983
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Dee Bradley Baker è una delle voci più prolifiche del mondo dell’animazione e dei videogiochi. Nella sua carriera ha partecipato a produzioni celebri come Avatar: La leggenda di Aang, Adventure Time e Gravity Falls, ma per i fan di Star Wars è soprattutto la voce di innumerevoli Clone Trooper, interpretati in serie animate e videogiochi per quasi vent’anni. Il suo viaggio nella galassia lontana lontana prosegue con Star Wars: Zero Company, il nuovo titolo strategico sviluppato da Bit Reactor, nel quale Baker presta la voce a due nuovi cloni: Trick e CT-4646. Ferito prima degli eventi narrati nel gioco e destinato alla dismissione, Trick riesce a trovare una nuova strada entrando a far parte del gruppo di mercenari protagonista. Baker lo descrive come un personaggio insolito, astuto e divertente, capace di distinguersi dai soldati tradizionali.

Baker parla del suo ruolo nel progetto

Per caratterizzare Star Wars Zero Company, l’attore parte dalla sceneggiatura e dalle indicazioni degli autori, definendo tono, età e personalità prima delle registrazioni. L’obiettivo è rendere ogni clone riconoscibile e dotato di una propria identità. CT-4646, il lato oscuro dei cloni. Ben diverso è CT-4646, uno scienziato al servizio dell’Impero responsabile di crudeli esperimenti sui chip inibitori dei Clone Trooper. A differenza della maggior parte dei suoi simili, considerati soldati leali e valorosi, questo personaggio si è rivoltato contro i propri fratelli. Baker racconta di aver dovuto approfondire le motivazioni e gli obiettivi dello scienziato per renderlo credibile e coerente con la storia. Un ruolo particolare, proprio perché pochi cloni assumono caratteristiche così inquietanti.

Tra i cloni più memorabili per Baker ci sono Fives, Mayday e il Capitano Rex, anche se l’attore ammette di non avere un preferito. Non tiene nemmeno il conto di tutti i personaggi interpretati: sono i fan a occuparsi di queste statistiche e, talvolta, gli presentano alle convention oggetti dedicati a cloni che non ricorda. Per Baker, il lavoro resta lo stesso sia nell’animazione sia nei videogiochi: creare personaggi realistici e capaci di coinvolgere il pubblico. Zero Company, con le sue scelte narrative e la possibilità della morte permanente, rende questa sfida ancora più interessante. L’accoglienza del gioco è stata, secondo l’attore, «travolgente». Il suo approccio, tuttavia, rimane semplice: portare a termine ogni missione e dare vita a personaggi autentici, uno alla volta.

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L'autore

appassionato di videogiochi sin dalla tenera età.

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