The Trolley Solution - immagine della recensione

Il problema del tram è probabilmente il problema filosofico più citato al di fuori delle facoltà di filosofia: cinque persone legate ai binari, un treno che arriva, una leva in mano, e la responsabilità di decidere se lasciare che il treno completi il suo percorso, uccidendo le 5 persone, o prendersi una responsabilità ambigua, quella di fargli cambiare rotaia, sacrificando una vita per salvarne 5.

Take IT Studio!, da quella che mi è difficile definire poco più che una §ega mentale da cena con gli amici, ha deciso di fare un videogioco, e la domanda ovvia è: perché? O, come? La risposta non è entusiasmante come avrei voluto fosse, perché The Trolley Solution è un’accozzaglia di minigiochi tenuti insieme dalla forza di volontà di chi ha pazienza di chi giocarli tutti. Il tono è sicuramente onesto, persino sulla sua natura da “mago con un solo trucco in tasca”, però non sembra pienamente in grado di capire quando smetterla.

The Trolley Solution - immagine 1 della recensione

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The Trolley Solution – Recensione (PS5)

The Trolley Solution, sia chiaro, non è certo il primo titolo a nascere da una battuta, o un portmanteau: utilizzare un framework ludico giocoso o faceto è all’ordine del giorno, per il mondo indie, e lo sforzo di sviluppo inizialmente sembra chiaro. Ogni livello è infatti una variazione sul problema, alcune filosoficamente interessanti, altre assurde al punto da superare lo status di meme e arrivare direttamente al limite del fastidio.

Se in un livello infatti dovremo appositamente smaciullare tutte le persone sul binario per ottenere punteggi elevati, a mò di clone di Denshattack!, in un altro dovremo evitare ogni singolo binario con persone. Da visual novel a momenti simulativi, da stylish action a boomer shooter, The Trolley Solution è sicuramente in grado di remixare il tema di partenza e i suoi toni, ma non c’è un grammo di coerenza fra i livelli, o la benché minima “giustificazione” della loro esistenza se non la natura stessa da “gioco di minigiochi” di The Trolley Solution stesso.

The Trolley Solution - immagine 2 della recensione

Ad infastidire maggiormente è però l’irregolarità delle condizioni di vittoria, che passano, a volte anche da un livello al successivo, da una vittoria puramente in base al punteggio, a livelli che oggettivamente si autocompletano. Non prendi mai troppo sul serio quello che succede, però anche all’interno di un gioco “per il meme” come The Trolley Solution, dei pilastri ludici solidi e affidabili sono necessari, ma per il team di sviluppo, chiaramente, rubare un sorriso ebete è più importante che restituire qualcosa duraturo a chi compra il gioco.

Non c’è stato un momento in cui The Trolley Solution mi è sembrato particolarmente geniale o ispirato, devo però confessarti: tutto sembra più faceto che logico, e la sensazione di voler veder tirare le somme arriva veloce, dopo la prima manciata di livelli. Il gioco, in senso stretto, lancia troppi generi per aria senza padroneggiarne nessuno, e infatti le parti che funzionano di più sono legate ai livelli che più rispettano o ricordano il concept di gioco iniziale, o meglio quella meccanica pseudofilosofica di partenza.

The Trolley Solution - immagine 3 della recensione

Tolta una manciata di momenti piacevoli, mi sono ritrovato spesso e quasi costantemente a chiedermi se davvero non c’era un modo migliore di fare le cose, se nel team non mancasse – evidentemente – qualcuno che sapesse porre un freno al delirio.

Il gioco infatti parte come satira pura, in un certo senso, dopo la ri-presentazione del problema originale. L’approccio è quello del meme consapevole, e si vede che The Trolley Solution cerca di allungare la mano verso momenti di genuino coinvolgimento mentale – più che emotivo -, ma i tanti registri del gioco non comunicano bene fra loro, con troppa poca coesione: è una battuta che devi spiegare, e se devi spiegarla vuol dire che qualcosa non sta chiaramente funzionando.

The Trolley Solution - immagine 4 della recensione

Mi spiace essere così sintetico, dato soprattutto quanto mi piace parlarti dei titoli che in qualche modo mi colpiscono, ma The Trolley Solution è un esperimento del quale è difficile trovare il fuoco: nasce da una buona idea ma poi la spinge oltre qualsivoglia punto di rottura, fra minigame confusionari nel loro ordine e spesso nelle loro proposte ludiche e una ironica aderenza al problema del vagone stesso, ossia l’incapacità di scegliere.

In questo caso The Trolley Solution non sa scegliere cosa essere, ma per 8€ potrebbe essere un titolo che comunque un “qualcosa” te lo dà. Qualcosa di bello? Personalmente, non credo.

The Trolley Solution - immagine 5 della recensione

6Discreto
Il voto di GameSource

Tanta confusione, e una battuta portata eccessivamente oltre i limiti

Pro
  • Concept originale e ben sfruttato nei momenti migliori
  • Alcuni minigiochi genuinamente inventivi
Contro
  • Troppa variabilità di genere, con risultati irregolari
  • Non sa quando una battuta deve finire
  • Il tono oscilla tra ironia e vaga profondità senza mai decidere davvero
Recensito su PlayStation 5
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L'autore

Dopo l'assenteismo nella generazione PS2, è bastato un bundle PS3 + Uncharted 3 a farmi tornare un controller fra le mani. Per quanto felice possessore di Ps5, Xbox Series X e Switch, prediligo la prima con ripetuti tradimenti verso la seconda, mentre con la terza ci sentiamo ogni tanto per sapere come stiamo. Game Designer vichingo ora residente in Svezia, sono affamato di vita, pronto tanto ad essere intrattenuto quanto ad intrattenere.

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