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Il Gigacon sta prendendo le misure. Dopo la prima fiera di febbraio, questa seconda edizione appena conclusa ha confermato l’anima della manifestazione: un evento giovane, a misura d’uomo, lontano dal baccano asfissiante dei grandi poli fieristici. È il contesto ideale per sedersi, inforcare un paio di cuffie e provare un videogioco senza l’ansia di avere cento persone in fila dietro la schiena. Nello spazio indie “Cotoletta 8 bit”, mi sono accomodato davanti alla postazione di In Your Light. A schermo, un mondo inghiottito da una notte senza fine; tra le mani, un pad che mi ha subito ricordato le intuizioni geniali di Brothers: A Tale of Two Sons, chiedendomi di sdoppiare la mia attenzione e ragionare fuori dagli schemi.
Oltre il solito platform: due levette per esplorare
In Your Light si presenta come un puzzle-platformer, ma smarca immediatamente i cliché del genere ereditando proprio quella filosofia di controllo “asimmetrico” tanto cara al capolavoro di Josef Fares. L’interazione ruota tutta attorno all’uso indipendente degli analogici: con il sinistro si muove il protagonista (il fratello Aù), con il destro si comanda in modo svincolato una misteriosa entità di Luce.
La luce è, infatti, una parte fondamentale delle meccaniche di gameplay. Nei sei enigmi che ho avuto modo di completare durante la demo, il level design ha dimostrato di saper mescolare molto bene la fisica ambientale – interruttori, pesi, piattaforme mobili – con la direzionalità di questa luce. La calibrazione della difficoltà mi è parsa ottima: i puzzle affrontati in fiera si sono rivelati tutti brillantemente logici e accessibili. C’è un senso di grande fluidità e appagamento quando si capisce come far collaborare i movimenti fisici di Aù con quelli incorporei della Luce per aprirsi un varco, senza mai incappare in trial and error frustranti.

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La messinscena dell’enigma
Ogni puzzle di In Your Light è radicato in modo organico nell’architettura decadente che lo circonda. Spostare la Luce significa proiettare ombre dinamiche, rivelando soluzioni ai puzzle. Gli ostacoli da superare sembrano macerie naturali di una civiltà collassata a causa dell’eclissi. Questa forte connotazione teatrale trasforma la risoluzione dell’enigma in un’azione che dà un senso estetico all’ambiente, rendendo l’esplorazione molto più coesa e visivamente d’impatto.
Il gameplay funziona e la caratteristica che mi ha affascinato di più è stata proprio scoprire le soluzioni ad alcuni di essi, nonostante all’inizio sia rimasto incastrato, dimenticandomi totalmente del fatto che anche spostare oggetti facesse parte della risoluzione degli enigmi nei videogiochi.

Il sonoro e la densità dell’oscurità
A dare spessore all’oscurità di In Your Light interviene un sound design davvero notevole. In un titolo in cui la vista è limitata al raggio d’azione della Luce, il sonoro diventa l’unico strumento per percepire i confini dello spazio. L’audio della demo era bilanciato e privo di sbavature.
L’assenza di musiche invadenti lascia respiro all’effettistica pura: il rumore sordo della pietra che raschia il terreno, il rimbombo dei passi. È un mix estremamente immersivo che gioca di continuo sui contrasti, contrapponendo i suoni materici e pesanti legati al corpo di Aù con le frequenze più eteree e “magiche” scaturite dai movimenti della Luce. Quando si incastra un meccanismo, il feedback sonoro è così netto da restituire un vero e proprio senso di fisicità e appagamento, trascinandoti nello schermo e facendoti dimenticare di essere seduto in un padiglione fieristico.

Senza troppe parole
Dal punto di vista narrativo, gli sviluppatori hanno optato per il minimalismo. A parte una breve introduzione iniziale che contestualizza l’eclissi e il ruolo dei due personaggi, la demo di In Your Light scorre senza l’ingombro di cutscene o dialoghi scritti. Anche se del testo appare a schermo durante l’esplorazione.
Una scelta azzeccata. Quando presenti il tuo gioco in una fiera emergente, hai pochi minuti per convincere chi stringe il pad: ingolfare i primi passi con spiegoni testuali avrebbe spezzato il ritmo e rovinato l’atmosfera. Il mistero che avvolge le sorti di questo mondo “fatto di bugie” funziona proprio perché non viene spiegato subito. Il focus rimane sull’atmosfera e sull’interazione, lasciando intuire che sarà l’ambiente stesso, nel gioco completo, a raccontare cosa sia successo.
La mia prova al Gigacon conferma che In Your Light ha le idee chiarissime su cosa vuole essere. La meccanica a doppio analogico è solida, ma è la capacità di integrare gli enigmi in una direzione artistica e sonora di buon livello a renderlo un titolo da tenere d’occhio. Ora la palla passa alla versione definitiva, che dovrà dimostrare di saper mantenere questa freschezza e questa atmosfera per tutta la durata del viaggio di In Your Light.

