Escape from Tarkov vede il PvE davanti alle due modalità PvP nella ripartizione dei giocatori condivisa da Nikita Buyanov, responsabile di Battlestate Games. Secondo i dati pubblicati sui social, il 60% si trova nel PvE, mentre il restante 40% è suddiviso tra PvP e PvP Season.
Nikita ha presentato le percentuali come una fotografia della distribuzione attuale. Il dato non indica quante persone siano state considerate, il periodo di rilevazione o come vengano conteggiati gli utenti che passano da una modalità all’altra.
Escape from Tarkov è uno sparatutto a estrazione che ha costruito la propria esperienza anche sugli scontri tra giocatori. Con l’aggiunta del PvE e delle stagioni PvP, la ripartizione comunicata dallo sviluppatore comprende ora tre modalità.
Escape from Tarkov, i numeri delle tre modalità
La suddivisione indicata da Buyanov assegna al PvE una quota superiore a quella delle due opzioni PvP sommate:
- PvE: 60%.
- PvP: 25%.
- PvP Season: 15%.
In passato Buyanov aveva descritto una divisione vicina al 50% tra PvE e PvP verso la fine di un wipe, il periodo al termine del quale venivano azzerati i progressi. Le nuove percentuali non chiariscono però quante persone giochino esclusivamente a una delle modalità.
La pagina Steam di PVE Zone presenta la modalità come contenuto aggiuntivo che richiede il gioco base sulla piattaforma. Avevamo seguito anche l’arrivo della versione 1.0 su Steam.
Nei commenti alla pubblicazione di Nikita sono emerse posizioni diverse. Un utente ha invitato a concentrarsi sul divertimento condiviso. Un altro ha citato la presenza di cheater e chiesto che il PvE diventi gratuito. Nikita ha però chiarito che si tratta di una dinamica naturale del ciclo di Tarkov: i giocatori PvP tendono a esaurire i contenuti più rapidamente, mentre quelli PvE mantengono un’attività più costante. Questo, secondo lui, non significa che il PvP abbia perso importanza, ma riflette semplicemente due modi diversi di vivere il gioco.
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