Insomniac condanna Trump e il suo Immigration Ban - immagine della notizia
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Sono passati solo dieci giorni da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca come 45° presidente degli Stati Uniti, e in questo breve lasso di tempo ha già fatto parlare di sé per le iniziative intraprese, dando prova concreta di ciò che aveva promesso durante la campagna elettorale. L’ultimo dei provvedimenti presi riguarda l’ordine esecutivo sull’immigrazione (noto come Immigration Ban o Muslim Ban), il quale blocca l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Siria, Sudan, Libia, Somalia, Yemen) e sospende tutte le procedure di asilo per tre mesi.

Insomniac condanna Trump e il suo Immigration Ban - immagine 1 della notizia

La notizia ha re-innescato un movimento “anti-trumpiano” internazionale  – già esploso contro l’ordine esecutivo che sospende i finanziamenti alle ONG che forniscono assistenza sanitaria alle donne che vogliono interrompere la gravidanza – consistente in marce, proteste e manifestazioni nelle più importanti città del mondo. Ma è soprattutto negli Stati Uniti che il neo-presidente viene criticato. In particolare l’ordine esecutivo sull’immigrazione mette in crisi il modello sociale statunitense basato sul melting pot, cioè sul miscuglio di etnie. Gli Stati Uniti sono stati, sono, e saranno un paese di immigrati: è questo uno dei principi cardini del paese a Stelle e Strisce, ed è un concetto che viene ribadito da Insomniac Games, team di sviluppo che ha portato alla nascita titoli videoludici del calibro di Spyro the Dragon, Ratchet&Clank e Resistance. Nel seguente video il CEO di Insomniac, Ted Price, condanna l’iniziativa del presidente poiché non rispecchia l’essenza americana.

Il video-messaggio di protesta di Insomniac, che condanna la politica di Trump e invita a collaborare per far sentire la propria voce contro le limitazioni basate sulle differenze etniche e religiose, dimostra che anche l’industria videoludica appare scossa dall’insediamento del tycoon di New York.

Fonti: Il Post, Kotaku

 

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L'autore

Cresciuta in era PlayStation, probabilmente a causa dei suoi studi (è laureata in Lettere Moderne e si è specializzata in Storia e Società) le piace analizzare qualsiasi cosa con cui ha a che fare. Datele un videogioco di cui parlare e vi farà un collegamento con la letteratura e soprattutto la storia. Capisce l'importanza culturale del mezzo videoludico, ed è per questo che nel suo piccolo cerca di trattarlo nel mondo accademico. Nel frattempo trova sfogo qui su Gamesource.it.

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