The Caligula Effect: Overdose
Il gioco Aquaria PC, iOS, MacUscito il 7 Dic 2007 6+

Negli ultimi anni uno dei pochi titoli che ha davvero influenzato il mercato dei giochi di ruolo giapponesi non proviene dal colosso Square Enix bensì da una software house molto più piccola: Atlus. La serie Persona ha infatti introdotto numerose novità a partire dal terzo episodio, novità che sono piaciute non solo in terra natale ma anche in occidente. Presto altri competitor hanno provato a emularne la struttura, a causa degli scarsi risultati però le vendite non sono state in alcun modo paragonabili e a oggi non vi era ancora un reale rivale che fondesse in un unico prodotto meccaniche da JRPG, visual novel e date-sim.

L’ultimo titolo a cercare di intaccare il dominio Atlus è The Caligula Effect, realizzato dal team Aquaria, che per setting, temi affrontati e aspetto estetico sembra avere molti elementi in comune con i vari Persona.

The Caligula Effect - immagine 1 della recensione

Enter The Matr… Mobius!

Quali sono realmente le chance che il gioco sia qualitativamente buono? Se dovessimo basare il nostro giudizio unicamente sul curriculum dello sceneggiatore Tadashi Satomi, saremmo inclini a dire “molte”. Tra i precedenti progetti a cui ha lavorato Satomi troviamo proprio i primi tre capitoli della serie Persona, che nonostante posseggano un impianto di gameplay molto diverso dai successivi tre, vantano una narrazione davvero notevole.

Dal canale YouTube di GameSource

Control Resonant è meravigliosamente imperfetto | Recensione

Iscriviti al canale →

The Caligula Effect narra le vicende di alcuni studenti di un liceo giapponese che scoprono di essere intrappolati all’interno di una simulazione della realtà al fine di garantirgli una vita felice e quindi priva di dispiaceri o paure. Qualcosa però va storto e alcuni degli altri abitanti del “Mobius” iniziano a presentare comportamenti violenti proprio verso chi ha assunto consapevolezza della natura fittizia del luogo in cui tutti si trovano. A tirare le fila di questa prigione dorata vi è Mu, una pop-idol virtuale che con il suo canto ammaliatore tiene in giogo i partecipanti della simulazione anche contro la loro stessa volontà.

Un po’ Matrix, un po’ Persona, The Caligula Effect fallisce in realtà nel consegnare al giocatore una narrazione avvincente e intrigante a causa di uno scarsissimo pathos nell’esporre gli eventi al giocatore e a una caratterizzazione dei personaggi un po’ anonima. Nonostante le premesse interessanti, Tadashi Satomi non riesce in alcun modo ad avvicinarsi ai fasti di Persona 2: Innocent Sin ed Eternal Punishment, né tanto meno al recente Persona 5 con cui condivide alcuni dei temi che affronta.

The Caligula Effect

Strategia Alternativa e Inquietanti Motivetti

Con una trama che non riesce a elevarsi dalla massa, l’unica speranza che The Caligula Effect ha di riscattarsi risiede nel gameplay. La formula adottata dai developer è una via di mezzo tra un classico JRPG a turni e uno strategico: al giocatore viene data infatti la possibilità di pianificare spostamenti e azioni dei personaggi della propria squadra, per poi eseguire il tutto in concomitanza con gli avversari. Durante la pianificazione verrà data anche un’indicazione approssimata di ciò che potrebbe accadere nel prossimo turno e questo permetterà di elaborare strategie avanzate come lanciare il nemico in aria o concatenare più attacchi per dar vita a combo letali.

Avanzare di livello permetterà chiaramente di espandere il bacino di azioni, attacchi e abilità disponibili, ciò però non arginerà in alcun modo il principale difetto del battle system di The Caligula Effect ovvero l’essere incredibilmente confusionario. Gli scontri avvengono infatti all’interno degli stessi dungeon, questo però comporta che molto spesso le “arene” siano inadeguate a ospitare i combattimenti perché troppo piccole o con elementi al loro interno che ostruiscono la visuale. Anche la gestione della telecamera non è certo delle migliori e qualche opzione aggiuntiva avrebbe forse permesso di migliorare, almeno in parte, la situazione; ciò che ci si ritrova tra le mani è invece un titolo macchinoso, poco chiaro da un punto di vista visuale e che non rende affatto divertente affrontare i nemici.

Ecco, almeno da un punto di vista visuale The Caligula Effect è sicuramente un prodotto curato e interessante: le scelte cromatiche e stilistiche ben si sposano con l’ambientazione virtuale messa in piedi per l’occasione e anche i personaggi del main cast sono discretamente caratterizzati. Senza dubbio curate anche le ambientazioni, mentre il motore grafico non sembra essere stato ottimizzato al meglio su PlayStation Vita in quanto non è raro che il frame-rate renda l’azione su schermo tutt’altro che fluida e omogenea. La colonna sonora infine predilige motivetti spensierati e in stile J-POP che ben contribuiscono a creare un’atmosfera inquietante e surreale sin dai primi momenti di gioco.

The Caligula Effect


The Caligula Effect è una grande occasione sprecata: da Tadashi Satomi ci si aspettava molto, forse troppo: quello che invece è stato creato è un JRPG narrativamente anonimo e che fallisce nel catalizzare l’attenzione del giocatore durante tutta la main quest. Anche il gameplay vero e proprio non soddisfa affatto a causa di una gestione confusionaria degli scontri, mentre da un punto di vista stilistico i risultati ottenuti sono fortunatamente abbastanza buoni. The Caligula Effect non è un brutto titolo, è “solo” uno dei tanti JRPG pubblicati negli ultimi anni che non è in grado di elevarsi dalla massa e brillare di luce propria.

6+Discreto
Il voto di GameSource
Pro
  • Premesse narrative interessanti
  • Artisticamente curato
Contro
  • Sviluppo di trama e personaggi deludente
  • Battle system confusionario
  • Numerosi cali di frame
Condividi l'articolo
WhatsApp

GameSource su Google Aggiungici alle tue fonti preferite: Google ti mostrerà più spesso i nostri articoli.

Aggiungi alle fonti preferite
L'autore

Nonostante io abbia iniziato a giocare a metà degli anni 90 sono comunque riuscito a vivere gli albori dell’informata consumer grazie ai vecchi PC che hanno sempre girato in casa. Tutto iniziò con il Commodore 64, dopodiché passai ai PC Dos e Windows 3.1 per poi approdare definitivamente nel mondo console grazie a Nintendo ed il suo piccolo Game Boy. Da quel momento sono entrato in un vero e proprio vortice che mi ha portato, ormai dieci anni fa, ad avvicinarmi al mondo delle testate videoludiche online. Durante questo tempo ho rivestito i ruoli più disparati, da semplice redattore a coordinatore di un’intero staff, oggi però mi limito a scrivere recensioni, speciali e news a causa di mancanza di tempo. I videogiochi e la scrittura però rimangono e rimarranno sempre le mie due più grandi passioni. Gioco preferito: Metroid Prime

Prossimo articolo

Utawarerumono: Mask of Deception – Recensione

Leggi →
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Lascia un commento