CLASSIFICA: I 10 migliori controller della storia dei videogames - immagine dell'editoriale
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Parliamo spesso di giochi, parliamo altrettanto spesso di grafica, poligoni e risoluzione, parliamo spesso di console, di prezzi e di design. Tuttavia, da sempre, soprattutto in ambito console, la nostra interfaccia, l’oggetto davvero cruciale con il quale alla fine interagiamo in maniera diretta è uno e uno soltanto: il joypad.

Controller

Mai troppo celebrati ne mai troppo discussi negli anni sono stati spesso loro, con le loro innovazioni e migliorie, a creare emozioni e a provare a donarci quel feedback fisico, che è l’unica vera mancanza nello spettro delle sensazioni che può regalarci questo nostro amato passatempo.

Oggi a Gamesource ft.VGNetwork celebriamo i controller, con questa nostra classifica dei 10 migliori controller della storia dei videogames. Ovviamente si tratta di un parere opinabile, siamo curiosissimi di sentire le vostre idee a riguardo, quindi non mancate di lasciarci un commento, ma vorremmo prima chiarire un attimo COME abbiamo scelto questi 10 tra le centinaia di diversi controller apparsi nella storia dei VG.

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Dal canale YouTube di GameSource

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Intanto, abbiamo considerato per lo più le versioni “base” dei Joypad, non spin-off dedicati a giochi, edizioni limitate o magari evoluzioni come per esempio il controller Elite di Xbox One o il Pro controller di Nintendo. Inoltre, la nostra classifica non è necessariamente basata soltanto su fattori come tecnologia, ergonomia o build quality ma prende in considerazione anche il fattore innovazione e quanto questi pad restino ancora attuali e apprezzati al giorno d’oggi e abbiano fatto davvero la storia del videogame.

Ma bando alle ciance, iniziamo dalla posizione numero 10!

10) Dreamcast Controller

I nostri peculiari criteri di selezione sono subito messi in azione alla posizione 10. Certamente il grosso e goffo controller di SEGA Dreamcast non è il più comodo o funzionale della storia. Anzi, probabilmente da questo punto di vista potrebbe benissimo fare parte di una classifica al contrario.

Dreamcast

Tuttavia, questo bel paddone dal design marcatamente e adorabilmente anni ‘90 è davvero indimenticabile, per due ragioni particolari: intanto, si tratta dell’ultimo controller prodotto da SEGA prima di ritirarsi dal mercato come produttrice di console: momento tristissimo, andate pure a prendere il fazzoletto per asciugarvi i lacrimoni.

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In seconda battuta, nascondeva una sorpresa e novità che avrebbe potuto rivoluzionare il mondo dei videogames: un alloggiamento per la VMU, Visual Memory Unit. La VMU era un accessorio che in pratica sostituiva la memory card dell’era PlayStation, ma dotata di schermo e pulsanti. Di base, si poteva utilizzare per immagazzinare dati di salvataggio, magari per portarli a casa degli amici oppure per collegarsi ad alcune sale giochi (in Giappone, quantomeno) e avere con sé le proprie impostazioni preferite. Una volta inserito nel controller però, la VMU diventava, in alcuni giochi almeno, un secondo schermo del tutto simile a quanto visto tanti anni più tardi con Wii U, utile per mostrare informazioni aggiuntive sulla partita.

Ma non è finita qui, perché la VMU in alcuni casi poteva trasformarsi in una piccola, piccolissima e molto rudimentale console portatile! Ad esempio, Sonic Adventure permetteva di scaricare un mini-gestionale dei Chao sul piccolo schermo e giocarlo per strada: che coraggio, SEGA!

Dreamcast

9) Super Nintendo Controller

Quei pomeriggi passati davanti al vostro 15 pollici in tubo catodico, cercando magari di superare quel livello davvero impestato de Il Re Leone, molto più difficile di quello che la canzoncina e i colori del gioco potessero far immaginare. O magari le storie di Chrono Trigger e A Link to the Past, senza scordare le partite con il vostro fratello maggiore a NBA Jam, premendo freneticamente quei bottoni colorati.

SNES

Certo Super Nintendo è stata una delle console più amate della storia e il suo controller non è stato da meno. Piccolo, ergonomico e con la forma che ricorda alla lontana quella di un osso per cani, il pad di SNES è stata solo un’evoluzione rispetto a quello rivoluzionario del primo Nintendo, ma si è trattata di un’evoluzione sostanziale che lo rende ancora attuale: non a caso è stato riproposto come periferica per Wii ed è recentemente tornato alla ribalta assieme a SNES Mini! Questo controller ha infatti introdotto i pulsanti dorsali e ha per la prima volta montato la ormai tradizionale sequenza A-B-X-Y (dagli anni 2000 anche sinonimo di Xbox, seppure con posizionamento diverso) per i pulsanti frontali, raddoppiandoli come numero da quelli del NES.CLASSIFICA: I 10 migliori controller della storia dei videogames - immagine 3 dell'editoriale

Una curiosità? La versione americana di SNES era differente nell’aspetto da quella arrivata dalle nostre parti (secondo noi la nostra è molto più bella ^^, NDR) ed anche il pad era diverso, almeno nei colori, i quali seguivano le linee guida dettate dalla console stessa.

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8) Oculus Touch/HTC Vive Touch Controllers

Spostiamoci un attimo dalla nostalgia e dalla storia dei videogames per tornare ai giorni nostri, in quello che anzi molti considerano non solo il presente ma soprattutto il futuro dei videogames: la realtà virtuale (VR). Indossare un caschetto ed entrare direttamente in mondi virtuali è un’esperienza che non può lasciare indifferente chiunque la provi per la prima volta e sebbene il successo della VR in termini commerciali per ora resti limitato a un gruppo molto di nicchia, specialmente su PC, non si può non pensare di essere all’alba di una nuova era per l’intrattenimento.

oculus touch

Anche se la maggior parte dei giochi e delle esperienze per ora è legata ancora a sistemi di controllo più “tradizionali” o ai non amatissimi Move Controller per quanto riguarda PlayStation, i due principali maker di headset per PC – Oculus e HTC – hanno entrambi realizzato avanzati controller per le loro periferiche.

Oculus Touch e il Vive Controller infatti sono dispositivi iper-tecnologici e ricchi di sensori, da impugnare uno in ogni mano durante le partite in VR, se supportati dal gioco in questione, creati per aiutare l’immersione e rendere azioni apparentemente semplici come il sollevare un oggetto da un tavolo, più “reali”.

oculus touch

Se non avete mai avuto occasione di provarli, vi possiamo dire che entrambi i dispositivi sono semplicemente magnifici e, combinati ai visori, alla tecnologia Room Scale per spostarsi liberamente nell’ambiente e a un affidabile motore fisico, possono fare miracoli. Interagire con gli oggetti su un tavolo può sembrare qualcosa di non troppo esaltante, ma pensare di farlo con un livello di fedeltà simile alla realtà in un videogame, lanciando qualcosa per poi riprenderlo al volo o appoggiando un foglio sopra all’armadio davanti a voi, è qualcosa che ci fa credere davvero nella rivoluzione che VR sarà in grado di portare, non appena i visori caleranno di prezzo, requisiti e ingombro.

oculus touch

7) DualShock

Benché non foriero di incredibili novità e anzi figlio di graduali innovazioni tecnologiche da parte di Sony, in gran parte “ispirate” alle mosse degli anni di Nintendo, DualShock è un vero pezzo di storia dei videogiochi e nelle sue iterazioni è arrivato fino ai giorni nostri. DualShock prende il nome dal sistema di vibrazione a due motori introdotto dal suo lancio nel 1998, mutuato dal Rumble Pack, già una realtà su Nintendo 64.

PS1

Quando PlayStation raggiunge i negozi nell’ormai lontanissimo 1995 (mamma mia… NDR) non è accompagnata da DualShock. L’originale PlayStation controller infatti non monta nessun tipo di vibrazione e non è nemmeno provvisto di stick analogici. I primi titoli rilasciati per PS1 infatti sono spesso in visuale isometrica o due dimensioni ed è solo dopo qualche tempo che gli sviluppatori inizieranno a regalarci alcuni dei primi veri e propri capolavori in 3D della storia del gaming su console. Chiaramente, un D-pad da solo nel lungo termine non si rivela più abbastanza per gli utenti di PlayStation, così Sony corre ai ripari, lanciando a metà 1997 ancora non il DualShock, ma una specie di versione intermedia chiamata Dual Analog Controller. Si tratta di un pad che ha una vita addirittura inferiore a un solo anno (se ne avete uno, è piuttosto raro!), il quale include i tanto agognati analogici, nella posizione simmetrica al di sotto di freccette e tasti geometrici che ancora oggi troviamo su PlayStation 4.CLASSIFICA: I 10 migliori controller della storia dei videogames - immagine 5 dell'editoriale

Peggio di Freezer in Dragon Ball, per il Joypad della PS1 è tempo dell’ultima trasformazione, a 1998 inoltrato: ecco finalmente arrivare DualShock, il quale non introduce solamente la vibrazione, ma anche i pulsanti R3 e L3, attivabili premendo i due stick analogici. Da quel momento in poi i più importanti giochi su PSX adottarono la nuova tecnologia analogica, lasciando sfortunatamente indietro i primissimi acquirenti della console, impossibilitati a giocare alcuni titoli dal 1999 in poi (Ape Escape fu il primo a richiedere DualShock per funzionare).

Dualshock

Dotato di grande autonomia e resistenza, un’ottima ergonomia e quasi tutte le caratteristiche che troviamo nei controller di oggi, DualShock, sebbene arrivato “a pezzi” ha rappresentato il primo pad moderno e una pietra miliare nella vita di noi videogiocatori.

6) GameCube Controller

La posizione numero 6 è qui probabilmente per ragioni di nostalgia di chi vi scrive, a dire il vero; tuttavia ha una sua valenza, in termini specialmente di ergonomia e comodità. Alzi la mano chi pensa che – almeno per quanto riguarda grip e impugnatura – che il Joypad del GameCube fosse scomodo.

Nessuno? Come immaginavamo.

gamecube

Il pad del cubo, la viola console di Nintendo che succedette all’N64, è infatti ricordato principalmente per la sua impugnatura clamorosamente comoda, in grado di adattarsi come non mai alla forma delle nostre mani, grazie a un solco nel quale insCLASSIFICA: I 10 migliori controller della storia dei videogames - immagine 6 dell'editorialeerire i due indici, adagiati con classe all’interno dei grilletti L e R. E poco male se questo rendeva il tasto Z difficilmente raggiungibile. E poco male se il terribile secondo analogico giallo C, usato negli sparatutto in particolare, ci faceva imprecare. E poco male se la stranissima disposizione di X e Y asimmetrica ancora oggi ci fa chiedere “perché?”. Solo ripensare ai primi salti in Super Mario Sunshine con quel favoloso analogico o alle partite a Ikaruga con quella fantastica croce direzionale ci fanno impazzire.

Per non parlare poi del design e dei tantissimi colori: il controller del GameCube è sicuramente passato alla storia, soprattutto nella sua magnifica versione Wavebird, uno dei primi controller wireless ufficiali in campo console.

gamecube

5) DualShock 4

Appena due posizioni sopra al suo trisavolo, troviamo l’attuale derivazione del controller dell’ammiraglia Sony: in quinta piazza infatti si posiziona DualShock 4, il Joypad che molto probabilmente la maggior parte di voi stringerà in mano la prossima volta che accenderà una console.

dualshock 4

Il successo di PS4 non è dovuto a innovazioni clamorose del suo controller, tuttavia DualShock 4 può essere considerato come il – quasi – perfetto risultato di tantissimi anni di evoluzione, un controller finalmente in grado di competere ad armi pari con la concorrenza, in termini di ergonomia e funzioni. Piccoli fix come la concavità degli stick analogici e il quasi totale ripensamento di impugnatura e grilletti hanno infatti notevolmente migliorato il deludente DS3.

DualShock 4 ha inoltre visto l’abbandono degli ormai storici tasti Select e Start, sostituiti da un tasto Options e da quello molto più interessante dedicato al trend della condivisione di screenshots, video o streaming di gameplay: Share. Una testimonianza dei tempi che corrono. Oltre a giroscopi e sensori vari, il pad di PlayStation 4 monta un non troppo utile e alquanto ampio touch pad, il quale è stato sfruttato intelligentemente in pochissimi titoli (pensiamo a Tearaway) e perlopiù viene usato per richiamare la mappa di gioco. Altro discusso, ma caratteristico se vogliamo, elemento di DS4 è la Light Bar, la luce colorata che tanto fa male alle batterie di questo altrimenti ottimo pad ed elemento funzionale soltanto all’esperienza PS VR. Non se ne sentiva davvero il bisogno.

dualshock 4

A parte queste sottigliezze, già oggi possiamo pensare con un sorriso alle esperienze vissute con un DualShock 4 in mano e possiamo dire senza dubbio che, dopo tanto peregrinare, PlayStation ha finalmente trovato il suo perfetto alfiere.

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4) Xbox One Controller

Appena una posizione sopra alla rivale, si posiziona il controller di Xbox One. L’ammiraglia di casa Microsoft starà perdendo la battaglia per il dominio del mercato console e presenterà anche – non contando Xbox One X – un hardware leggermente meno performante di PS4, ma se c’è un elemento sul quale non teme critiche, è il proprio Joypad. Come nel caso di PS4, non rappresenta l’innovazione del suo predecessore, ma un viaggio verso il perfezionamento nei dettagli, nel design, nella qualità di costruzione e nella comodità d’uso.

XBox one

Il controller di Xbox One – specialmente nella versione aggiornata che include il jack per le cuffie, colpevolmente lasciato fuori nella sua prima iterazione – rasenta la perfezione, soprattutto per alcuni generi come i giochi di guida e gli sparatutto. I primi approfittano della tecnologia dei Rumble Triggers, la vibrazione assegnata ai grilletti, in grado di trasmettere ai nostri polpastrelli forti sensazioni dalla guida; i secondi invece si trovano a completo loro agio con gli ottimi stick analogici e il layout degli stessi, ottimi per raggiungere velocemente il rinnovato d-pad e i pulsanti frontali.

xbox one

Il controller di Xbox One è anche una piccola chicca di design. Le differenze con l’antesignano per Xbox 360 sono sottili ma diventano chiare dopo ore e ore in sua compagnia, avendo migliorato l’ergonomia ulteriormente rispetto al passato, se possibile. Il pad di Xbox One passerà alla storia anche come uno dei più camaleontici di tutti i tempi: si sprecano le edizioni speciali, di tantissimi colori e forme, tra le quali impossibile non citare il fantastico Controller Elite, programmabile e dalle parti intercambiabili, e il programma Xbox Design Lab (lanciato recentemente in Italia), che per la prima volta permette a tutti di farsi recapitare a casa il controller dei nostri sogni, completamente disegnato da noi. Magari con il nostro nome inciso sopra, perché no?

xbox design lab

3) Nintendo 64 Controller

Mettiamo subito le cose in chiaro. Nonostante sia al gradino più basso del podio della nostra classifica, il tricorno controller di Nintendo 64 è uno dei Joypad più scomodi mai creati e dalla forma più inutile, le cui diverse impugnature a tratti impediscono (o rendono maledettamente difficile) alle dita di raggiungere tutti i pulsanti che offre. Quindi, cosa ci fa nella nostra classifica, e oltretutto così in alto, davanti a piccoli capolavori come il controller dello SNES?

Nintendo 64

Semplice: è indimenticabile. È un pezzo gigante, enorme, della storia dei videogiochi, è l’araldo del gaming in tre dimensioni su console ed ha portato, tra features già esistenti, espansioni e accessori, al grande pubblico alcune delle caratteristiche fondamentali dei pad di oggi, prontamente mutuate dalla concorrenza (qualcuno ha detto PlayStation?). Costruito per funzionare con Super Mario 64, probabilmente uno dei (se non IL) giochi più importanti di sempre, il pad di N64 ha introdotto alle masse in primis lo stick analogico, un paio dei quali vediamo ormai montati su qualsiasi controller esistente. Certo, l’Atari 5200 e altre console o accessori di altre case avevano preceduto Nintendo, ma nel 1996 l’avvento della grigia console a 64-bit ebbe davvero il potenziale di portarne uno in qualsiasi casa. La sensazione di muovere il paffuto idraulico nel giardino del castello di Peach in un mondo a tre dimensioni, con quella precisione e controllo nei movimenti resta una di quelle “prime volte” videoludiche che non ci scorderemo mai.

Rumble Pak
Il Nintendo 64 Rumble Pak

Un’altra innovazione portata dal tricorno fu il Rumble Pak, un accessorio che, collegato a una porta nel retro del joypad (un’altra scelta di design al limite del sensato), introduceva la vibrazione nel controller, nella stessa maniera dei controlli analogici. Alimentato da due batterie AA e introdotto nella confezione di gioco di Lylat Wars, il Rumble Pack non fu l’unico add-on geniale a graziare il controller di Nintendo 64, uno dei più “trasformisti” e versatili di tutti i tempi. Il Controller Pak funzionava in pratica come una memory card, per portare magari dagli amici i propri salvataggi (ricorda Il VMU di Dreamcast, no?), mentre molto più peculiare è il rosso Expansion Pak, un add-on che aggiungeva 4MB (!) di memoria RAM alla console, permettendo migliori prestazioni in alcuni titoli come Donkey Kong 64 e Majora’s Mask, per i quali era addirittura richiesto per eseguirli! Chiudiamo con un altro favorito di molti di voi: il Transfer Pak, un alloggiamento per cartucce Game Boy e Game Boy Color, conosciuto principalmente per la funzionalità di trasferimento dei propri mostriciattoli da combattimento negli ormai leggendari Pokémon Stadium e Pokémon Stadium 2.

Ah, nostalgia canaglia…

Transfer Pak
Questo invece il Transfer Pak, usato con i giochi di Pokémon

2) Xbox 360 Controller

Bene, vi avevamo detto che la nostra classifica era “strana” e avrebbe preso in considerazione molti fattori nel determinare il Miglior controller di tutti i tempi. La seconda posizione dimostra per l’ultima volta questa premessa, perché al secondo posto troviamo, paradossalmente, quello che consideriamo il miglior pad di sempre, per efficacia, versatilità ed ergonomia: il pad di Xbox 360, la console che ha portato la leadership di PlayStation a vacillare nei mercati occidentali, che ha fatto di Xbox un brand entrato di diritto nella storia dei videogames.

xbox 360

xbox 360

Costruito sulle fondamenta del rinnovato Controller S per Xbox originale e dotato di un layout di tasti quasi speculare, il controller di X360 è stato per milioni di voi la prima occasione di mettere le mani su una Xbox e di giocare a una serie di capolavori che ancora oggi hanno lasciato il segno. Pensiamo a Mass Effect, pensiamo a Halo 3, a BioShock, a Oblivion, a Call of Duty: Modern Warfare, le conquiste di Microsoft, i capisaldi che hanno guidato all’estremo successo iniziale di X360, anche nel nostro paese.

Il pad di Xbox 360 non ha portato innovazioni sostanziali, ma sta al secondo gradino del podio per aver fatto tutto estremamente bene, per “scomparire” nelle vostre mani mentre giocate, per essere virtualmente (se vogliamo, il d-pad nelle versioni iniziali è dimenticabile) senza difetti, per essere ancora maledettamente attuale. Una testimonianza della sua eredità, che siamo sicuri porteremo con noi per tantissimi anni è come venga ancora usato come controller di sviluppo dalla stragrande maggioranza dei developers in giro per il mondo. E loro di videogiochi, se ne intendono.

xbox 360
Quello che vedete nell’immagine è il comodo Chatpad per Xbox 360

1) Wii Remote

Questa farà discutere, lo sappiamo. Ma secondo noi il miglior controller della storia dei videogiochi, e soprattutto il più rivoluzionario, è quello della console inizialmente conosciuta con il nome in codice di Revolution. E in verità non è anche un vero controller, è un telecomando! Difficilmente esiste qualcuno di voi che non ne abbia mai stretto in mano uno; anzi, moltissimi potrebbero avere iniziato a giocare proprio grazie a lui.

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Stiamo parlando ovviamente del Wii Remote (Wiimote per gli amici), il controller-telecomando di Nintendo Wii, quello che nel 2006 distrusse ogni vostro pre-concetto e convinzione su come potesse funzionare un videogioco. Perché chi vi scrive non potrà mai dimenticare quel primo pomeriggio nel quale mise le mani su questo apparentemente insignificante puntatore bianco e una copia di Wii Sports, come soltanto dieci minuti a scambiarsi crudi rovesci e dritti davanti a uno schermo si siano tradotti in un pre-order immediato di una console che nel bene e nel male (ma in fondo, particolarmente nel bene), ha cambiato la storia, avvicinando milioni di persone alla nobile passione del gaming.

wiimote

La magia di Wiimote veniva dai sensori di movimento e giroscopi inclusi nella sua scocca, in grado di tracciare in maniera competente la posizione nella stanza dei telecomandi. Questo sistema ha inaugurato una fase – finita ufficialmente qualche giorno fa se vogliamo – della storia videoludica, quella del motion sensor gaming, continuata da Sony con PlayStation Move e soprattutto portata a un nuovo livello da Microsoft con Kinect. Da videogiocatori, non pensiamo spesso a quanto intimidente sia per un non esperto avere a che fare con uno dei nostri amati Joypad. Tanti tasti, levette, grilletti che non rendono facile il primo approccio; il Wii-Mote guida la nostra classifica ma è quasi il “Joypad che fa scomparire il Joypad”, il primo controller della storia dei videogame che non necessita di spiegazioni per essere usato, nemmeno da vostra nonna o dalla vostra nipotina di 3 anni.

wiimote

Perché sì, con Wiimote basta muovere le proprie braccia per lanciare incantesimi come Harry Potter, per guidare il volante di una vettura o per menare fendenti con una spada. O perché no, anche solo per una rilassante partita a bowling. Wii è stata una console davvero unica e ne ricordiamo anche la cascata di incidenti e storie, con non sappiamo quante televisioni e salotti distrutti da telecomandi volanti durante una accesa sfida all’ultimo set in Wii Sports. Curiosità: sapete che voci interne a Nintendo sostengono che il Wiimote fosse originariamente stato pensato come un accessorio per Game Cube?

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Wiimote inoltre prende la palma anche come controller più trasformista di sempre: tutti ricorderete il Nunchuck, l’accessorio in grado di aggiungere un analogico e altri pulsanti al pad e trasformarlo sorprendentemente in un competentissimo sostituto per mouse e tastiera negli FPS, oppure avrete quasi sicuramente usato almeno una volta l’apparentemente inutile ma geniale Volante di Mario Kart. Senza dimenticare il Wii Remote Plus di Skyward Sword, in grado di migliorare la precisione dei sensori di movimento ad un quasi perfetto rapporto di movimento 1:1 con la realtà (le ultime versioni del Wiimote in commercio iniziarono a includere questa tecnologia direttamente nel pad). Supportato anche dal successore del Wii, il malcapitato Wii U, e la cui eredità arriva fino all’ultimo prodotto Nintendo, la Switch, il Wii Remote è senza dubbio il controller che è stato più importante e strumentale nel successo (più di 100 milioni di unità) di una console e meritatissimo primo posto nella nostra graduatoria.

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BONUS) Joy-Con

Sì, la classifica è finita, assolutamente e i verdetti sono stati emessi, però non potevamo ignorarlo. Anzi, ignorarli. Stiamo parlando infatti dei Joy-Con, la coppia di controller di Nintendo Switch, la console del momento, in grado di abbattere le barriere tra gaming casalingo e portatile.

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Era proprio dai tempi di Wii che non si parlava così tanto di un controller nel presente di una console e siamo convinti che – dopo aver retto il test del tempo – anche i versatili Joy-Con entreranno in futuro di prepotenza nella nostra classifica. HD Rumble, multiplayer immediato per due giocatori, miriadi di configurazioni: l’ennesima grande trovata di Nintendo alla quale dedichiamo questa posizione bonus nella nostra graduatoria.

Così, sulla fiducia.

joy-con

 

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L'autore

Ho tante passioni nella vita, ma i videogames hanno davvero un posto particolare nel mio cuore. I videogames ci sono quando piove. Ci sono quando sei triste, ci sono quando a scuola le cose non vanno bene, ci sono, crescendo, quando bisogna sfogarsi da una terribile giornata di lavoro. Ci sono quando lei non c’è, ci sono quando il campionato è fermo. Ci sono sempre stati e sempre ci saranno, e per questo non gli sarò mai abbastanza grato. E perciò cerco di dare a questo fantastico mondo, fatto di avventure, proiettili, poesia e chimere, qualcosa ogni giorno con la mia mia penna virtuale e il mio imperituro entusiasmo, provando ad aiutare chiunque condivida questo splendido hobby con me.

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