Al cinema col Re: i 15 migliori film tratti dai libri di Stephen King - immagine dell'articolo
In questo articolo
  1. I 15 migliori adattamenti delle opere di Stephen King
  2. Carrie - Lo sguardo di Satana (Brian De Palma, 1976)
  3. Shining (Stanley Kubrick, 1980)
  4. Cujo (Lewis Teague, 1983)
  5. La zona morta (David Cronenberg, 1983)
  6. Christine - La macchina infernale (John Carpenter, 1983)
  7. Stand by Me - Ricordo di un'estate (Rob Reiner, 1986)
  8. L'implacabile (Paul Michael Glaser, 1987)
  9. Cimitero vivente (Mary Lambert, 1989)
  10. Misery non deve morire (Rob Reiner, 1990)
  11. La metà oscura (George A. Romero, 1993)
  12. Le ali della libertà (Frank Darabont, 1994)
  13. L'ultima eclissi (Taylor Hackford, 1995)
  14. L'allievo (Bryan Singer, 1998)
  15. Il miglio verde (Frank Darabont, 1999)
  16. The Mist (Frank Darabont, 2007)

L’implacabile (Paul Michael Glaser, 1987)

Stephen King

Uno degli esperimenti narrativi che Stephen King ha pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman è il visionario L’uomo in fuga, scritto dall’autore nell’arco di 72 ore e trasposto sul grande schermo ne L’implacabile, con protagonista Arnold Schwarzenegger. Anche se il film disperde parte della carica distopica e angosciante del romanzo in favore di un’azione e di una leggerezza più congeniali al proprio protagonista, visto oggi appare come un’opera decisamente inquietante e per certi versi premonitrice. Ci troviamo infatti nell’America del 2017, con l’economia globale al collasso e le risorse alimentari sempre più scarse.

Un regime totalitario è salito al potere con una strategia che ricorda da vicino le odierne fake news e tiene la popolazione imbonita con un agghiacciante reality show (vi ricorda qualcosa?), durante il quale dei carcerati vengono sottoposti in diretta televisiva a durissime prove di sopravvivenza, comprendenti la fuga da killer professionisti pagati per ucciderli. Se i concorrenti riusciranno a sopravvivere, verranno premiati con la libertà. Soprassedendo sul clima da B-movie (fra tutine sgargianti, personaggi caricaturali e imbarazzanti scenografie ed effetti sonori si sfiora più volte il ridicolo involontario), L’implacabile è paradossalmente un film più importante oggi che nel momento della sua uscita, capace di fare riflettere, anche se in modo rozzo e sgraziato, sul potere dei mass media nella manipolazione dell’opinione pubblica.

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