I kill giants film

Era il 2008 quando la graphic novel I kill giants di Joe Kelly (sceneggiatura) e J.M. Ken Niimura (disegni) uscì e conquistò il mondo del fumetto, diventando una delle graphic novel più amate e premiate della scena internazionale, tradotta e pubblicata anche in Italia da BAO, di cui è recentemente uscita un’edizione con cover variant disegnata da Zerocalcare.
Nel 2015 era stato annunciato un adattamento cinematografico su copione dello stesso Joe Kelly e che sarebbe stato diretto dal regista premio Oscar Anders Walter (Helium). Nel 2018 il lungometraggio di I kill giants è finalmente realtà e RLJE Films ha rilasciato il trailer, anche se non è stata annunciata una data d’uscita.
Nel trailer conosciamo il cast formato da Madison Wolfe (On the road, The conjuring 2), Zoe Saldana (I guardiani della galassia), Imogen Poots (Roadies), Noel Clarke (Doctor Who), Ciara O’Callaghan e Sydney Wade.

La storia vede protagonista Barbara Thorson (Madison Wolfe) una ragazzina asociale ossessionata dai giochi di ruolo come Dungeons & Dragons e dotata di una fantasia sfrenata; Barbara è infatti convinta che i giganti esistano davvero e stiano arrivando nella sua città per distruggere tutto. Lei è la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti, e per tanto è l’unica che può e deve affrontarli, visto che il mondo si è spaccato in due e necessità di un’eroina che combatta per l’umanità.
Barbara è coraggiosa, ma dorme in cantina, perché al primo piano di casa sua si nasconde qualcosa di terrificante che lei non osa affrontare, qualcosa di molto più spaventoso dei giganti. Secondo la signora Mollè (Zoe Saldana), la psicologa della scuola, Barbara ha creato questo mondo fantastico per sfuggire da una realtà dolorosa e vuole aiutarla a combattere contro i giganti.

I kill giants promette di avere un potenziale dark, alta fedeltà al fumetto originale – vista la presenza di Joe Kelly – e soprattutto un fantasy sui generis ad alto potenziale emotivo.

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L'autore

La mia prima e più grande storia d'amore si chiama Giappone ed è un sentimento tanto complesso che spazia dagli anime agli hosomaki, dallo shintoismo ai samurai, dai seiyuu al j-rock. Quando da adolescente poi vidi il making-off di Kill Bill con Quentin Tarantino che urlava "il sangue è arte!", capii di non aver mai capito niente di Cinema e di essermi nuovamente innamorata. Così Giappone e Cinema sono diventati i responsabili del mio scrivere, dei miei titoli universitari e del mio essere qui.

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