Jade Cocoon 2 – Recensione Jade Cocoon 2

Jade Cocoon 2, o meglio “quando il tribale incontra i pòkemon” esce nel 2001 per la PS2. Sequel di un titolo che risultò come un fuoco di paglia agli archivi, cerca tuttavia di dimostrare un notevole sforzo lavorativo inventandosi un mondo interamente 3D più curato nelle ambientazioni selvagge e un character design insolito intuibile già dalla sagoma del protagonista che tanto ricorda un’improbabile incrocio tra il figlio di Toro Seduto e Ash Ketchum.


Musiche & Sonoro

Doppiaggi quasi anonimi che rientrano "pelo pelo" nella sufficienza soltanto grazie al buon lavoro valso al protagonista, mentre i brani mostrano un totale disimpegno da parte dei compositori: a breve tamburi, bongo e tutti gli altri strumenti tribali utilizzati logoreranno le orecchie facendovi presto maledire il fatto di non aver messo in muto il televisore già da subito. Scadente.


I Beastmasters

Jade Cocoon 2 fa fondamento sulle due stirpi che abitano le terre infestate di mostri, i Beastmaster relativamente buoni e puri, che conoscono a pieno i sentimenti delle proprie creature e i Kalma, crudeli e spietati. A voi il compito di allenare un giovane Beastmaster di nome Kahu, novizio alle prime armi che ha ancora tutto da imparare sul mestiere. Durante la sua prova per ottenere una licenza di Beastmaster, Kahu tocca un Cocoon delle fate (una sorta di uovo) risvegliando due creature viventi dentro di lui, una fata di nome Nico e un Kalma che ha le sue stesse sembianze, solo adornato ulteriormente di corna e coda. Il Kalma sfida Kahu a duello ritenendosi superiore e lo dimostra in brevissimo tempo usando le sue stesse copie di creature. Questa versione variopinta del Doppelganger sparisce poi nel nulla e sia Nico che Kahu ritornano alla base per riferire al Capotribù gli ultimi eventi. Ai due verrà affidato il compito di ritrovare quattro sfere elementali o il giovane Beastmaster morirà. Nulla di nuovo sotto il Sole.

Gameplay

Non allontanandosi troppo dallo stereotipo dell’rpg classico, il gioco si concentra sull’arruolamento e l’accrescimento delle bestie incontrate dal nostro protagonista, avvenuto tramite un comando chiamato “Beast Amulet”. Questo aggeggio ci dà la capacità di poter allenare più bestie assieme a seconda dei diversi elementi disposti sul campo di battaglia, uno per ogni elemento, per l’appunto. Fuoco, acqua, terra & aria saranno intercambiabili nella zona a seconda delle necessità richieste dalla battaglia, premendo L1 e R1 le bestie si scanseranno dalla prima linea per lasciar spazio alla creatura più idonea alle debolezze e resistenze dell’avversario. Poiché perfino Kahu è considerato un possibile bersaglio è consigliabile un approfondito allenamento prima di sfidare a viso aperto gli altri beastmaster che si aggirano per i vari livelli dei dungeon. Pazienza e costanza.


Conclusioni

Il titolo mostra tanti pregi quanti difetti, che colpiscono in particolare il lato creativo ed innovativo, gli unici momenti salienti che sapranno coinvolgere il giocatore sono quelli in cui il protagonista si trova a fronteggiare rivali visti e rivisti che interferiranno il cammino proprio come il Team Rocket fece con Ash & Co. 
Tuttavia una discreta longevità e un semplice controllo influiscono positivamente sull’acquisto del titolo a cui agli appassionati di questa tipologia non deve rimanere nascosto.

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