Maestro - Recensione
In questo articolo
  1. Un po' di dettagli generali su Maestro
  2. La versione per Nintendo Switch di Maestro
  3. Lanci di rose o di pomodori in definitiva?

Il proverbiale “Musica, Maestro!” è certamente d’obbligo qui, soprattutto quando la premessa del titolo del piccolo studio parigino Double Jack è quella di farti sentire un direttore d’orchestra coi fiocchi. Tu, il tuo gruppo orchestrale, una platea pronta ad assistere al vostro capolavoro – o al vostro disastro – e le armoniose melodie offerte dagli strumenti che compongono il brano da comporre per il pubblico in sala.

Una premessa diretta, concisa e senza troppi giri larghi. Un titolo che, lo ammetto, dalle mie ore passate sopra mi ha subito riacceso la galleria dei ricordi spensierati dell’epoca Wii. Perché impugnare i Joy-Con di Nintendo Switch (l’1 o il 2 alla fine è indifferente) e sfruttare i giroscopi per calarmi nei panni del direttore orchestrale è un po’ come ai tempi provare l’ebbrezza di essere un giocatore di golf o di bowling in Wii Sports. Diciamo che suona un certo effetto tutto questo nel 2026.

Un po’ di dettagli generali su Maestro

Ma torniamo a noi e alla recensione di Maestro, come detto un titolo simulativo sviluppato da Double Jack. Parliamo di un gioco con elementi ritmici facile da apprendere ma piuttosto difficile da padroneggiare in pieno, in particolar modo a difficoltà elevata.

Dopo aver selezionato la mano dominante per la bacchetta, preso confidenza con i giroscopi dei Joy-Con e i comandi correlati durante il tutorial, ci troveremo subito alla prima prova dal vivo con gli spettatori in sala. Analogamente ai vari Just Dance e Guitar Hero, lo scopo sarà quello di totalizzare il miglior punteggio possibile destreggiando con eleganza i movimenti delle mani.

Realizzare la miglior prestazione è fondamentale al fine di sbloccare nuovi brani e nuove personalizzazioni per la bacchetta, il palcoscenico, i guanti e la maschera, a prescindere dalla difficoltà scelta. A proposito di ciò, in Maestro abbiamo quattro livelli di sfida disponibili: logicamente, maggiore è la difficoltà selezionata, più attenzione, precisione e destrezza servono per un punteggio degno del miglior direttore d’orchestra.

Tanti brani disponibili, dai grandi classici alla cultura pop

Una nota di merito va alla selezione dei brani inseriti, i quali variano dai grandi capolavori di artisti come Beethoven (Sinfonia no. 5), Stravinsky (La sagra della primavera), Mozart (Le nozze di Figaro, Dies Irae), Verdi (Messa da Requiem) e Wagner (Cavalcata delle Valchirie), fino ad alcuni classici della cultura pop moderna come Il Trono di Spade, Harry Potter, L’Attacco dei Giganti e così via.

Si tratta di un buon numero di musiche che, al netto dell’ovvia ripetitività del gameplay, vi tengono impegnati per un po’ di ore, estese se siete abbastanza temerari da affrontare le prove a difficoltà ostiche. Lo stesso numero può essere aumentato con ulteriori brani acquistabili separatamente, tra i quali spiccano alcuni de I Pirati dei Caraibi e il tema principale de L’Attacco dei Giganti.

Altro aspetto che ho apprezzato sono gli approfondimenti storici di ciascun brano di Maestro, i quali descrivono in breve non solo lo stile melodico ma anche l’artista compositore. Possono sembrare semplici minuzie per alcuni, ma sono quegli accorgimenti sicuramente lodevoli in grado di arricchire il bagaglio culturale dei meno esperti oltre che dei massimi conoscitori di questo mondo.

Maestro - Recensione
Per essere tra i migliori direttori d’orchestra, in Maestro bisogna stare sul pezzo coi movimenti. Immaginiamo a difficoltà maggiori……

La versione per Nintendo Switch di Maestro

Arriviamo all’aspetto di maggior importanza della recensione, ovvero come si comporta Maestro nella versione testata per la console di Nintendo (riferimento è la precedente generazione di Nintendo Switch). Se interessa c’è anche la versione per PlayStation VR2, che abbiamo già analizzato in precedenza.

La mia esperienza si è svolta giocando sia con la console inserita nel dock, sia in modalità portatile. In entrambi i casi i Joy-Con ovviamente staccati e stando sia in piedi che seduto su una sedia, giusto da non tralasciare il minimo particolare da parte.

Nel complesso la sensazione dei comandi col giroscopio è stata piuttosto positiva, per quanto all’inizio mi sono concentrato a trovare le giuste misure sulla miglior disposizione (se in piedi o seduti) e sulla sensibilità del comando. Sicuramente con la console inserita nel dock mi sono trovato meglio in piedi ponendomi a una distanza ideale dal televisore, tuttavia anche da seduto non è stato per nulla male nonostante certi movimenti non venivano recepiti correttamente (non escludo l’eventualità dei miei errori in fase di esecuzione, comunque).

Mi ha sorpreso invece la fruizione in modalità portatile, dove nutrivo più preoccupazione. Qui i comandi si sono dimostrati buoni, offrendo un feeling positivo. In questa disposizione è molto conveniente da seduti regolando l’inclinazione e la disposizione di Nintendo Switch, vuoi soprattutto per le ovvie dimensioni minori dello schermo.

Dovessi trovare il cosiddetto “pelo nell’uovo” in Maestro, diciamo che a livello artistico non è così sbalorditivo (anche se superfluo tale aspetto in un gioco del genere), ma forse il più importante è l’aver percepito un leggero input lag nei comandi di circa mezzo secondo. In ogni caso non si tratta di qualcosa che grava in negativo sull’esperienza di gioco, confermandosi quindi un prodotto ben confezionato anche per la console di Nintendo.

Maestro - Recensione
Tra una pausa e un’altra ci si può concedere lo sfizio di un calice di champagne e di deliziosi macaron!

Lanci di rose o di pomodori in definitiva?

Tirando le somme, Maestro è un gioco estremamente di nicchia rivolto agli appassionati di musica e di esperienze “alla Just Dance” ma collocato in un contesto orchestrale, il quale però risulta valido nella realizzazione generale di ciò che vuole semplicemente essere: un gioco ritmico di buona fattura sia nella parte più “anedottica” che nella fedeltà del suo gameplay loop.

Su Nintendo Switch, Maestro si comporta dignitosamente dal punto di vista tecnico. Che si giochi in modalità dock o in modalità portatile, i giroscopi dei Joy-Con conferiscono un buon feeling nei comandi dati tramite il movimento e la direzione dei polsi, nonostante ci sia un leggero input lag che non inficia in negativo l’esperienza. Meno impressionante sul fronte visivo, molto bene il comparto sonoro.

In chiusura di recensione ricordo che Maestro è ora disponibile su Nintendo Switch 1 e Nintendo Switch 2 (qui il link alla pagina eShop del gioco), ma è possibile trovarlo anche per Meta Quest, Steam VR e PSVR2.

8Ottimo
Il voto di GameSource

Un bel titolo ritmico a sfondo orchestrale, funzionale anche su Nintendo Switch.

Pro
  • Gameplay loop solido
  • facile da apprendere ma tosto da padroneggiare
  • Buona varietà e numero dei brani selezionati
  • dai classici alla cultura pop
  • Il comparto sonoro crea la giusta immersione
  • La qualità dei controlli con i Joy-Con di Switch è dignitosa...
Contro
  • ... tuttavia con un leggero input lag
  • Per la tipologia e il contesto del gioco
  • il prezzo può essere una barriera per alcune persone
Recensito su Nintendo Switch
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L'autore

Da amante del medium videoludico ho zompato da una piattaforma all'altra e nel vero senso della parola, prima con Nintendo, poi Sony e infine anche Microsoft. Tra la scrittura e i pensieri intrisi nell'animo salsero-bachatero, viaggio costantemente in cerca della saggezza, del potere e del coraggio... già, perché Hyrule è la mia casa preferita, un posto dove ho lasciato completamente me stesso!

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