Metal Gear Solid: The Twin Snakes – Recensione Metal Gear Solid: The Twin Snakes

Fox…la volpe…troppo furba per essere stanata. Forse sarà per questo che i membri della FoxHound si sono riuniti e,imprendibili e inarrestabili,vogliono minacciare il mondo.Snake…il serpente…forse l’unico in grado di fermarli, con la sua silente morsa d’acciaio.


A volte ritornano…

Domanda: Cos’è Metal Gear Solid: The Twin Snakes? Si potrebbe  definire una conversione aggiornata del glorioso Metal Gear Solid, leggendario gioco per PSOne datato 1998.
Questa doverosa premessa è stata fatta per placare gli animi di coloro che già erano pronti ad inneggiare al capitolo esclusivo per il "Cubo" Nintendo.Vien da se che la trama, rispetto al capitolo per Psx, sia rimasta invariata: il deposito di armi nucleari sull’isola di Shadow Moses, nell’arcipelago Fox in Alaska, è stato  usato per l’addestramento della nuova generazione di unità di forze speciali della FOXHOUND ma, inaspettatamente, l’unità si ribella e si impossessa dell’isola. I terroristi si sono impadroniti di centinaia di testate nucleari e chiedono che il governo consegni ciò che resta di Big Boss. Se le loro richieste non saranno accolte entro 24 ore, minacciano di lanciare un missile nucleare.Solid Snake è richiamato in servizio per una missione top secret: prima di tutto, deve infiltrarsi da solo nella base e liberare il direttore della DARPA, Donald Anderson, e il Presidente della ArmsTech, Kenneth Baker; quindi neutralizzare i terroristi ed impedire il lancio.
Questa rivisitazione del capolavoro di Kojima non è però priva di sorprese riguardanti sia il gameplay che, soprattutto, il comparto grafico.


Metal Gear : Un Colossal dei VideoGames

Come accade per quei film che hanno segnato la storia del cinema, i quali subiscono, dopo qualche tempo, una ristrutturazione  che li preservi, così è avvenuto per questo capitolo di Metal Gear. A balzare subito all’occhio è, e non può essere altrimenti, la stupenda grafica che i programmatori sono riusciti a realizzare. Anche se a prima vista può sembrare identica a MGS2, possiamo tuttavia notare un notevole incremento di colori, nonostante siano rimasti sullo standard tonale blu che già era presente nella versione originale del titolo. La grafica appare inoltre pulita, nitida e con la presenza di un buon anti-aliasing (effetto che "smussa" le spigolosità dell’immagine nella trasposizione dall’alta alla bassa definizione). Gli ambienti sono più ricchi e dettagliati rispetto a quelli che compaiono nel secondo capitolo, con stanze più particoleggiate e ricche di casse, scritte sui muri, segnaletica, armadietti, scrivanie con computer accesi e così via; niente a che vedere con gli ambienti, tutti troppo simili tra loro, della Big Shell. Tuttavia, si poteva benissimo fare qualcosa di più, per sfruttare maggiormente l’hardware Nintendo. Ottimi i modelli poligonali di Snake e degli altri personaggi, caratterizzati da molte espressioni facciali ben realizzate, le quali rendono evidenti i mutamenti di umore e salute, e che hanno apportato un filo d’ironia in più nel loro carattere. Potremo,ad esempio, vedere uno Snake scocciato nel riporre l’arma nella fondina quando Ocelot glielo fa notare, prima di iniziare lo scontro; o ancora l’espressione di dolore nel volto del direttore della DARPA quando sta morendo…davvero spettacolare!
L’unica cosa rimasta invariata dal titolo PSX sono le comunicazioni codec che, invece di avere la grafica di MGS2, sono realizzate con quella del primo capitolo, con i volti dei personaggi disegnati in bianco e nero. Le animazioni in-game sono fluide, a 60 frame al secondo costanti, e il gioco non presenta nessun rallentamento. Lievemente scattanti sono invece alcune sequenze animate, che restano ad ogni modo molto spettacolari, con veloci cambi di inquadratura, ralenti e scene in perfetto stile Hollywoodiano (tanto per restare in tema di cinema).


Che spione questo Snake!

Per quel che concerne il gameplay, nulla è stato cambiato: tutto è perfettamente uguale alla versione a 32 bit di Sony, dalla posizione degli oggetti al modo di sconfiggere i boss. Anzi, questo aspetto del gioco è a volte addirittura più facile della versione originale, grazie anche alle implementazioni di MGS2 (sconfiggere Revolver Ocelot, grazie alla visuale in prima persona, risulta essere a dir poco un’inezia).  I comandi sono facilmente intuibili, e molto simili alla versione Playstation: dove con il tasto triangolo, in MGS2, potevate far salire il personaggio su eventuali casse, camion o altro ancora, qui userete il tasto Y; con il tasto X effettuerete la capriola, cosa che avveniva, su PS2 (sempre in MGS2), grazie al tasto cerchio…e così via.
Anche per quanto riguarda il menù iniziale non risultano presenti opzioni particolarmente nuove. Troveremo, invece, opzioni classiche quali il Briefing, con le storie delle precedenti missioni di Snake; le solite collezioni di fotografie che scatterete durante il gioco (sempre ammesso che troviate la macchina fotografica); l’elenco delle targhette dei soldati; il Theatre, con le scene d’intermezzo e così via. Per il resto, non è stato aggiunto nessun sottogioco, ed anzi non sono presenti neanche le VR Missions.
Parliamo ora del comparto sonoro. David Hayter è ancora la bellissima voce di Snake. Per questo episodio ,come di consueto, il doppiaggio è interamente in inglese e, come sempre, di ottima fattura, con sottotitolatura in italiano. Quest’ultima ,purtroppo, risulta non esser sempre all’altezza di ciò che in realtà dicono le voci originali e, spesso, non in sincrono con il personaggio che sta parlando. Il sonoro è reso egregiamente, ed molto più realistico della sua controparte a 32 bit. Le musiche sono di ottima qualità anche se, ai più puristi, potrebbe non piacere il remix e le aggiunte che Steve Henifin ha apportato alla colonna sonora originale. Vi garantisco, tuttavia, che anche queste musiche sono di tutto rispetto.

Parenti Serpenti sì… ma che divertimento!

Metal Gear è sempre Metal Gear, non c’è nulla da fare! Le migliorie apportate sono state funzionali, e vederlo così ringiovanito non può far altro che piacere; passino pure i piccoli rallentamenti delle scene animate. Il gioco è un piacevole revival per coloro che, dall’uscita del titolo per Psx, non hanno mai abbandonato la saga di Kojima; tuttavia non mancherà certo di allietare le ore di quei giocatori che per la prima volta si accostano al mondo presentato da questo "Colossal Videoludico".
In due parole ? Da avere!

 

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