Il gioco
Grand Theft Auto VI
In questo articolo
- Zelda Ocarina of Time e GTA 6: due preorder molto diversi
- 120 Zelda Ocarina of Time per ogni GTA 6
- Perché Zelda Ocarina of Time sta facendo discutere
- Io non voglio comprare una scatola. Voglio comprare un gioco
- GTA 6 mostra il problema del videogioco fisico
- Nintendo ha capito il valore di Zelda Ocarina of Time
- Il mercato digitale sta vincendo, ma il fisico non è morto
- Il 120 a 1 non significa che Zelda batta GTA 6
- Il problema non è che il pubblico non vuole più il fisico
- Zelda Ocarina of Time è un piccolo avvertimento
- Quanto vale davvero una copia fisica?
Ci sono numeri che, più che raccontare un successo, raccontano un cambiamento. Quello che nelle ultime settimane sta accadendo attorno ai preorder di Zelda Ocarina of Time e GTA 6 è uno di questi casi. E no, non sto dicendo che Zelda Ocarina of Time venderà più di GTA 6. Sarebbe una conclusione impossibile da sostenere sulla base dei dati che abbiamo oggi.
Sto dicendo qualcosa di molto più interessante. Forse, per capire quale sarà il futuro del videogioco fisico, dobbiamo smettere per un momento di guardare soltanto quanti giochi compriamo e cominciare a guardare che cosa stiamo effettivamente comprando.
Da una parte abbiamo Zelda Ocarina of Time per Nintendo Switch 2: una cartuccia vera, inserita in una confezione vera, con una particolare cover con finitura foil prevista per la prima tiratura. Dall’altra abbiamo GTA 6, probabilmente uno dei videogiochi più attesi di sempre, che avrà una cosiddetta “versione fisica” che, fisicamente, non contiene il gioco. Dentro la scatola ci sarà un codice di download. E improvvisamente un confronto che sembrava assurdo diventa molto più interessante.

Zelda Ocarina of Time e GTA 6: due preorder molto diversi
Cominciamo da GTA 6.
Quando Rockstar ha aperto i preorder il 25 giugno, era praticamente scontato che ci trovassimo davanti a qualcosa di fuori scala. Stiamo parlando del seguito di uno dei prodotti d’intrattenimento più importanti degli ultimi decenni.
Take-Two non ha pubblicato il numero ufficiale dei preorder, ma il CEO Strauss Zelnick ha definito la domanda senza precedenti. In un’intervista riportata da Bloomberg, attraverso Jason Schreier, Zelnick ha inoltre spiegato perché la società non intende necessariamente divulgare un numero grezzo dei preorder: un dato molto elevato potrebbe infatti essere fuorviante, perché una parte degli acquirenti potrebbe semplicemente aver anticipato un acquisto che avrebbe comunque effettuato più avanti.
È un’osservazione sensata.
Ancora più impressionante è il quadro fornito da Sensor Tower e riportato da GamesIndustry.biz. Le stime parlavano di circa 4,3 milioni di preorder già accumulati per GTA 6 e di una possibile traiettoria verso circa 25 milioni al lancio. Ripeto: si tratta di una stima, non di un dato ufficiale di Take-Two. Ma anche prendendola con tutte le cautele del caso, il messaggio è chiarissimo. GTA 6 non è semplicemente un gioco atteso. È un prodotto che sta generando una domanda commerciale enorme ancora prima di essere disponibile. Eppure, proprio in mezzo a questa macchina da guerra commerciale, è comparso un piccolo dato proveniente dalla Spagna che mi ha fatto fermare.

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120 Zelda Ocarina of Time per ogni GTA 6
Il 9 settembre, appena un giorno dopo la presentazione di Zelda Ocarina of Time, il retailer spagnolo Wakkap ha risposto a una domanda del noto insider Nash Weedle. La domanda era semplice: possiamo confrontare i preorder fisici di GTA 6 e quelli di Zelda Ocarina of Time? La risposta è stata surreale.
Per ogni copia fisica di GTA 6 prenotata, Wakkap aveva ricevuto 120 prenotazioni di Zelda Ocarina of Time. Centoventi.
Prima di esaltarci, però, facciamo la cosa più importante: raffreddiamo gli entusiasmi. Questo non significa che Zelda Ocarina of Time abbia venduto 120 volte GTA 6. Non significa che Nintendo abbia improvvisamente superato Rockstar. Non significa nemmeno che quel rapporto rappresenti l’intero mercato spagnolo, figuriamoci quello mondiale. È il dato di un singolo retailer, riferito alle sole versioni fisiche.
Ma proprio per questo, secondo me, è interessante. Perché quel dato non ci sta raccontando chi vincerà la guerra delle vendite. Ci sta raccontando come una parte del pubblico reagisce quando le viene offerto un vero prodotto fisico. Ed è qui che il confronto tra Zelda Ocarina of Time e GTA 6 diventa particolarmente interessante.

Perché Zelda Ocarina of Time sta facendo discutere
GTA 6 ha aperto i preorder il 25 giugno. Zelda Ocarina of Time li ha aperti dopo la presentazione dell’8 settembre. Tra le due date ci sono più di due mesi di differenza. GTA 6 ha quindi avuto un enorme vantaggio temporale, oltre a essere probabilmente il videogioco con il più alto livello di attenzione mediatica del pianeta. Zelda Ocarina of Time, invece, è arrivato sul mercato dei preorder praticamente ieri. Eppure, appena comparso sugli scaffali virtuali, ha prodotto una risposta violentissima nel segmento fisico.
In diversi mercati le disponibilità sono andate rapidamente esaurite o hanno generato code e difficoltà di accesso allo store Nintendo. La stessa Nintendo ha comunicato il successivo rifornimento di alcuni prodotti legati alle celebrazioni del 40º anniversario di Zelda. È difficile non chiedersi se stiamo osservando qualcosa di più di una semplice esplosione di hype.
Perché Zelda Ocarina of Time non è soltanto un videogioco. È anche un oggetto. E forse è proprio questa la parola che abbiamo dimenticato.
Io non voglio comprare una scatola. Voglio comprare un gioco
Personalmente, quando acquisto un videogioco fisico, non sto semplicemente acquistando un metodo alternativo per ottenere una licenza digitale. Sto comprando il gioco. Voglio poter prendere la confezione dalla libreria, aprirla, estrarre la cartuccia o il disco e sapere che lì dentro c’è il prodotto che ho acquistato. È una sensazione che non ha nulla a che vedere con la nostalgia.
O almeno, non soltanto.
Possedere un videogioco fisico significa avere qualcosa che può essere prestato, rivenduto, collezionato e conservato. Significa avere un oggetto che può sopravvivere alla chiusura di un server, al cambio di una piattaforma digitale, alla modifica di una licenza o alla decisione di un’azienda di togliere un prodotto da uno store.
Non è una garanzia assoluta di preservazione, naturalmente. Anche le copie fisiche moderne possono dipendere da patch, download obbligatori o contenuti online. Ma c’è una differenza fondamentale. Il supporto fisico è qualcosa che possiedo. Una licenza digitale è qualcosa a cui accedo. Sono due concetti molto diversi. Ed è proprio questa differenza che il caso Zelda Ocarina of Time porta nuovamente al centro della discussione.

GTA 6 mostra il problema del videogioco fisico
GTA 6 rappresenta quasi perfettamente la contraddizione nella quale si trova oggi l’industria. Rockstar sta per pubblicare uno dei videogiochi più importanti della storia recente. Il gioco avrà una versione fisica. Ma quella versione fisica sarà una confezione contenente un codice di download. Da un punto di vista pratico, quindi, la scatola diventa una sorta di biglietto d’ingresso al prodotto digitale. E io mi domando: perché dovrei comprarla?
Non è una provocazione contro Rockstar. È una domanda commerciale.
Se il gioco è digitale, preferisco spesso acquistarlo direttamente in digitale. È più comodo, posso precaricarlo, non devo conservare una scatola e non devo inserire nessun supporto. Se invece compro una copia fisica, lo faccio perché voglio proprio il supporto fisico. Voglio la cartuccia. Voglio il disco. Voglio qualcosa che rappresenti il gioco. Se mi togli questa componente e lasci soltanto la scatola, stai eliminando esattamente la ragione per cui una parte del pubblico continua a preferire il fisico. E il confronto con Zelda Ocarina of Time lo rende improvvisamente evidente.

Nintendo ha capito il valore di Zelda Ocarina of Time
Nintendo non è certo un’azienda benefica interessata a preservare il collezionismo per amore dell’arte. Nintendo vende prodotti. E forse proprio per questo ha capito una cosa che l’industria rischia di dimenticare: il fisico può essere anche un valore aggiunto. Zelda Ocarina of Time arriva su Switch 2 con una vera cartuccia. La prima tiratura avrà una confezione speciale con finitura foil. Nintendo sta inoltre celebrando il quarantesimo anniversario della serie Zelda con una serie di prodotti e iniziative dedicate.
È marketing, naturalmente. Ma è marketing che ha capito il desiderio del pubblico. Non mi stai semplicemente vendendo un software. Mi stai vendendo la mia copia di Zelda Ocarina of Time. È una differenza sottile, ma enorme.

Il mercato digitale sta vincendo, ma il fisico non è morto
Naturalmente, sarebbe ridicolo sostenere che il digitale non stia dominando. I dati dell’industria sono inequivocabili. Nel Regno Unito, per esempio, il software fisico rappresenta ormai soltanto una parte del mercato complessivo. La crescita della distribuzione digitale ha trasformato radicalmente il modo in cui acquistiamo e consumiamo videogiochi. Il mercato sta andando verso il digitale.
Non c’è alcun dubbio. Ma dire che il digitale cresce non significa automaticamente che il pubblico non voglia più il fisico. Potrebbe significare anche che il fisico viene progressivamente privato dei motivi per cui comprarlo. Ed è qui che Zelda Ocarina of Time diventa interessante. Se il pubblico fosse completamente disinteressato al supporto fisico, perché dovrebbe correre a prenotare una cartuccia?
Perché dovrebbe preoccuparsi della prima tiratura?
Perché dovrebbe aspettare il prodotto?
Perché dovrebbe prendere d’assalto gli store?
La risposta, secondo me, è molto semplice: perché quando gli dai un motivo per desiderare il fisico, una parte del pubblico risponde ancora.

Il 120 a 1 non significa che Zelda batta GTA 6
Ed è qui che voglio essere molto chiaro. Non considero quel 120 a 1 una dimostrazione del fatto che Zelda Ocarina of Time sia più popolare di GTA 6. Anzi, probabilmente il contrario. GTA 6 è destinato a muovere numeri enormemente superiori. Inoltre, confrontare un preorder fisico di Zelda Ocarina of Time con un preorder digitale di GTA 6 sarebbe metodologicamente scorretto. E persino confrontare le due versioni fisiche non ci dice nulla sulla quantità complessiva di copie vendute.
Se milioni di persone comprano GTA 6 direttamente dal PlayStation Store o dal Microsoft Store, quel dato non apparirà mai nelle statistiche di un retailer come Wakkap. È quindi assolutamente possibile che GTA 6 domini completamente il mercato mentre Zelda Ocarina of Time registra un successo molto più contenuto. Ma questo non rende il 120 a 1 irrilevante. Lo rende, semmai, più interessante. Perché ci permette di isolare una variabile: il supporto fisico.
Il problema non è che il pubblico non vuole più il fisico
Forse il problema è che l’industria sta confondendo due cose. Una cosa è dire: “Il pubblico preferisce sempre più il digitale.” Probabilmente è vero. Un’altra cosa è dire: “Il pubblico non è più interessato al supporto fisico.” Questo, invece, non credo sia altrettanto vero. Il pubblico può preferire la comodità del digitale e contemporaneamente desiderare ancora una copia fisica quando quella copia ha un valore.
È lo stesso motivo per cui compriamo ancora vinili pur avendo Spotify. È lo stesso motivo per cui esistono ancora edizioni Blu-ray quando abbiamo Netflix. È lo stesso motivo per cui un libro cartaceo può avere ancora un significato diverso da un Kindle. Non compriamo necessariamente l’oggetto perché ci serve per accedere al contenuto. Compriamo l’oggetto perché vogliamo possedere il contenuto. E nel caso dei videogiochi questa distinzione diventa ancora più importante.
Il successo iniziale dei preorder fisici di Zelda Ocarina of Time non dimostra che il pubblico abbia abbandonato il digitale. Dimostra, più semplicemente, che il fisico può ancora avere un valore quando offre qualcosa che il digitale non può offrire.
Zelda Ocarina of Time è un piccolo avvertimento
Per me il vero messaggio di questi preorder non è quindi: “Zelda sta battendo GTA 6.” Il vero messaggio è: “Guardate cosa succede quando date ancora al pubblico un vero prodotto fisico.” GTA 6 rappresenta il futuro verso cui l’industria sta andando: download, account, servizi online, licenze, edizioni digitali e confezioni che spesso sono soltanto un ponte verso il download.
Zelda Ocarina of Time rappresenta invece una strada alternativa. Non necessariamente il passato. Un futuro nel quale il digitale continua a essere dominante, ma il fisico rimane per chi lo vuole davvero. E io credo che questa seconda strada abbia ancora senso. Non per tutti. Non per ogni gioco. Non necessariamente per ogni giocatore. Ma almeno come possibilità.

Quanto vale davvero una copia fisica?
Alla fine c’è una domanda che l’industria dovrebbe porsi. Quanto vale davvero una copia fisica?
Perché se la risposta è: “Vale quanto il digitale, ma con una scatola”, allora sì, il fisico è destinato a morire. Ma se la risposta è: “Vale perché è un oggetto che possiedi, perché puoi conservarlo, collezionarlo, rivenderlo, prestarlo e tramandarlo”, allora la questione cambia completamente. E forse è proprio questo che il preorder di Zelda Ocarina of Time sta dimostrando. Non che il fisico sia più forte del digitale. Non che Nintendo abbia trovato la formula magica. E certamente non che Zelda Ocarina of Time possa competere commercialmente con GTA 6 sul mercato globale.
Sta dimostrando una cosa molto più semplice: il pubblico non ha necessariamente smesso di amare il fisico. Forse ha semplicemente smesso di accettare un fisico che non è più fisico. E allora quel curioso 120 a 1 registrato da Wakkap assume un significato diverso. Non è la vittoria di Link su Jason e Lucia. È una piccola, rumorosa e sorprendentemente eloquente richiesta da parte dei giocatori: “Se devo comprare una copia fisica, datemi qualcosa che possa davvero chiamare mia.”
E, personalmente, spero che l’industria continui ad ascoltarla.
