In un panorama videoludico sempre più ricco di indicatori, segnali e percorsi evidenziati, Control Resonant sceglie deliberatamente una strada diversa. Il nuovo progetto di Remedy Entertainment non utilizza la tradizionale “vernice gialla” per indicare al giocatore quali superfici scalare o quale direzione seguire, una scelta che il game director Mikael Kasurinen considera parte integrante della filosofia alla base del gioco. Intervenendo al podcast Dropped Frames, Kasurinen ha spiegato che l’autonomia del giocatore rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’esperienza. L’obiettivo è evitare che il gioco si limiti a comunicare continuamente cosa fare, lasciando invece spazio alla scoperta e all’interpretazione dell’ambiente.
Secondo il direttore, il giocatore dovrebbe avere la sensazione di essere personalmente responsabile delle proprie decisioni e di trovare autonomamente le soluzioni. Un sistema che indica in maniera troppo evidente una determinata direzione rischia invece di trasformare l’esplorazione in una semplice esecuzione di istruzioni. La cosiddetta “vernice gialla” è diventata negli ultimi anni uno degli elementi più discussi del design dei videogiochi. Sporgenze, pareti arrampicabili e superfici interattive vengono spesso evidenziate con colori molto riconoscibili per rendere immediatamente leggibile l’ambiente, soprattutto nelle produzioni open world.
Remedy usa la vernice gialla alternativamente per il suo Control Resonant
Remedy ha scelto di utilizzare il colore giallo anche in Control Resonant, ma senza trasformarlo in un sistema artificiale di segnalazione. Gli elementi colorati sono infatti integrati nel mondo di gioco e risultano coerenti con l’estetica industriale delle ambientazioni, ricordando strutture che si potrebbero incontrare in un cantiere navale o in un impianto produttivo. La decisione assume particolare rilevanza considerando che Resonant presenta una struttura più ampia rispetto al primo Control, ambientato principalmente all’interno di un edificio. Nonostante le dimensioni maggiori, Remedy vuole quindi continuare a fare affidamento sull’osservazione dell’ambiente e sugli elementi diegetici.
Kasurinen non considera comunque la vernice un elemento necessariamente negativo: il punto, secondo il director, è trovare un equilibrio tra leggibilità e libertà, facendo in modo che sia il giocatore, e non il gioco, a decidere come interpretare ciò che vede.
Infine ti lasciamo con la recensione del gioco di cui sopra.










