Tactics Ogre Reborn – Recensione

Recensito su PlayStation 5

In questo nuovo episodio della serie “Square Enix pubblica di tutto nel giro di 3 mesi” parlerò di Tactics Ogre Reborn, uno dei loro progetti più “safe”. Non perchè il gioco non sia interessante, anzi, ma perchè (a differenza di reboot come Valkyrie Elysium o nuove, strane IP, come Various Daylife e Harvestella) si tratta di una remaster piuttosto semplice di un gioco del quale già conosciamo la qualità. Infatti specifico subito che Tactics Ogre Reborn è un ottimo, se non persino eccezionale JRPG strategico. Purtroppo però non riesco a considerare il lavoro di riproposizione effettuato da Square Enix sufficiente per piazzare questo classico tra l’Olimpo del videogioco moderno, dove avrebbe potuto tranquillamente arrivare con qualche accortezza in più.

Dopotutto la mia opinione su Tactics Ogre Reborn è tanto semplice quanto il lavoro di rimasterizzazione a cui è stato sottoposto: si tratta di un gioco dalle ottime qualità il quale porting risulta piuttosto limitato.

Tactics Ogre Reborn

Tactics Ogre Reborn è un JRPG strategico dell’era SNES, Saturn e Playstation 1, già riproposto in passato su PSP. La versione arrivata su attuale generazione si basa sulla prima ripubblicazione e la aggiorna con sprite di risoluzione maggiore, una nuova IA, qualche accorgimento nel sistema di potenziamento personaggio e alcune migliori per la Quality of Life. Prima di entrare un po’ nel dettaglio di come Reborn sia un’occasione persa, voglio sottolineare degli importantissimi pregi del gioco. La base di partenza del prodotto è eccezionale, come già menzionato. Il combattimento strategico è molto stratificato, divertente e sostenuto da dei sistemi di potenziamento solidi. Scegliere quali personaggi mandare in campo, con quali classi e quali skill è sempre interessante e la varietà di approcci alla battaglia è impressionante sia nell’ottica di un gioco di ormai 20 anni fa sia all’interno del panorama videoludico odierno.

Tactics Ogre Reborn

Altri titoli retrò di questo genere, come Langrisser o la riproposizione del primo Fire Emblem, rimangono apprezzabili ma mostrano degli evidenti limiti rispetto alle controparti odierne. Tactics Ogre Reborn invece rimane validissimo, risultando anche di gran lunga più interessante di altri titoli più recenti come il buon The DioField Chronicle. Esaminando le battaglie troviamo anche la nuova feature più importante dell’intera remaster, la velocizzazione delle battaglie. Non si tratta di una modalità dove tutto viene skippato e ridotto al minimo indispensabile, ma di un necessario e apprezzatissimo acceleramento delle animazioni troppo lente dell’originale. Anche solo in virtù di questo, Tactics Ogre Reborn è sicuramente il modo migliore di recuperare il classico Square, purtroppo però ci sono così tanti campi in cui penso che il team si sia limitato al minimo indispensabile.

Tactics Ogre Reborn

I menù del gioco risultano tutti ancora piuttosto antiquati, rendono difficile tenere traccia di equipaggiamenti e livelli di skill dei vari personaggi. L’UI in combattimento funziona, ma a sua volta risulta arcaica e alle volte quasi incompleta, con alcune scelte poco chiare e anche bruttine da vedere. A questo si unisce il problema più evidente: la scelta di ri-utilizzare lo stesso spritework del passato rispetto all’HD-2D. Ho già commentato questa cosa nell’anteprima del gioco, quindi non mi dilungherò, ma il colpo d’occhio di Tactics Ogre Reborn non è incredibile. Non condivido questa scelta di restare attaccati al vecchio stile, semplicemente perchè è privo di espressività e cozza molto col doppiaggio di altissimo livello. I personaggi esistono in un limbo tra l’anonimato assoluto dell’estetica e il drammatico carattere donato loro da carattere e scrittura. L’impressione è che il progetto sia piuttosto basso budget, con gran parte dei soldi dedicati al voiceover.

Tactics Ogre Reborn

Il sistema di potenziamento personaggi è stato leggermente reworkato per invitare maggiore sperimentazione con le classi. Questo esperimento ha avuto un risultato positivo, ma non di molto a mio parere. Mantenere il livello dopo un cambio di classe è utile, ma l’essenza stessa del job system spinge nell’investire sempre nelle stesse armi, limitando molto le scelte del giocatore a meno che non voglia ricorrere al farming. Si tratta di un passo avanti rispetto al passato, ma non di molto. La nuova intelligenza artificiale decantata sul sito ufficiale e al momento dell’annuncio si comporta molto bene. In generale, tutto ciò che riguarda il puro gameplay è quasi ineccepibile all’interno di Tactics Ogre Reborn. Peccato che il team non abbia potuto fare uno sforzo in più per curare meglio ciò che sta attorno.

Tactics Ogre Reborn


Tactics Ogre Reborn è la versione migliore del classico rpg tattico a turni, un’occasione eccezionale per recuperare un titolo che regge ancora benissimo la concorrenza. La vera pecca del prodotto è la pochezza nel lavoro di rimasterizzazione, che poteva aggiungere di più come QoL e dare una maggiore svecchiata a estetica e UI. Fortunatamente il gioco alla base è di una qualità estremamente rara, tanto da essere ancora tra i migliori nel suo genere a 27 anni di distanza dal suo rilascio. Non troverete la modernità di un Three Houses, ma Tactics Ogre Reborn rimane esempio dell’incredibile potenziale del JRPG strategico.

8.8

Pro

  • Ancora al picco del genere JRPG strategico
  • Ottima scrittura
  • Tutto ciò che riguarda il gameplay è quasi ineccepibile

Contro

  • Remaster pigra
Vai alla scheda di Tactics Ogre: Reborn
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